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giovedì 25 maggio 2017

Fusion cookin' girls night- part 2. Pollo zenzero e porro

Continuano le Cooking girls night ed è stata la volta della cucina fusion. In versione ridotta ma decisamente movimentata..così tanto movimentata da essere stata giocata in due tempi e con ospiti di eccezione: "La Polpi" e "Peter" e due dita steccate per un affetta zenzero che nemmeno serviva e che non solo è costato duemila punti esselunga, ma due ore di pronto soccorso, compagni che svengono e amiche irriducibili che non mollano e continuano a tagliare minuziosamente tutte le verdure necessarie e a seguire pedissequamente le ricette del vademecum fusion diligentemente disposto sulla tavola dalla padrona di casa insieme ad altri preziosi regali e gadget irrinunciabili.
Beh, alla fine abbiamo comunque mangiato e bevuto di gusto, anche se a più riprese e se rimproverate perchè la tavola non era stata disposta come dovuto, in perfetto stile fusion.
Stiamo già pensando alla prossima...e chissà magari un giorno potrete essere dei nostri. Stay Tuned.









Photo credit: persoilfilo

Ingredienti per 6 persone

700g di petto di pollo
farina qb per infarinare
2 porri 
mezzo zenzero pulito e tagliato a listarelle non troppo sottili
soia
olio 
sale

Tagliate il pollo a pezzetti, infarinatelo e fatelo rosolare in una padella clda con un paio di cucchiai di olio. Quando sarà ben rosolato, aggiungete il porro pulito e tagliato a listarelle non troppo sottili e lo zenzero. Aggiugnete salsa di soia e finite la cottura con il coperchio. Regolate di sale, se necessario. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungete poca acqua calda così da su crea una salsina cremosa. Servitelo con del riso basmati (magari arricchito con del sesamo nero che da colore) e/o con delle verdure


Giò



venerdì 31 marzo 2017

Trancio di baccalà al vapore su crema di ceci e salsa alle olive

Tempo di Quaresima e tempo di corsi di cucina! Le due cose non strettamente legate, ma è un periodo che ho voglia di mettermi con le mani in pasta e fare corsi di cucina. A dirla tutta sono alla continua ricerca di un corso sui lievitati, pane pizza e focaccie e di pasticceria, ma non trovo mai quello che mi intriga fino in fondo. Alcuni mi sembrano troppo impegnativi e quindi con ricette non replicabili, altre troppo basic e altri ancora in orari e giorni assolutamente non conciliabili con le mie corse continue tra casa lavoro, nido, scuola, calcio, saltarelli e via dicendo.
Beh, comunque non mi sono arresa e mi sono prenotata a due corsi de La Cucina Italiana che spero di riuscire effettivamente a fare. Il primo è "A tutto baccalà", un pesce che io adoro: baccalà  mantecato, crocchette, tagliolini al ragù di baccalà... e non per ultimo questo secondo piatto che forse è stato quello che più mi è apiciuto. Semplice, super healthy&light, veloce da fare e molto saporito. Insomma provatelo e poi mi direte. Oltrettutto è Venerdì di Quaresima, quindi un bel secondo di pesce cade a pennello!
Alla prossima, con ...il baccalà mantecato!



Dosi per 4 persone

4 tranci di baccalà dissalato.
200g di ceci lessati
brodo vegetale (o di pesce, magari fatto con gli scarti del baccalà)
cipolla bianca
rosmarino
pancetta tesa nostrana
Per la salsa:
40g di olive taggiasche
10g di capperi dissalati
scorza di limone
olio extra vergine
sale e pepe

Iniziamo a preparare la crema di ceci: mettete in una padella la cipolla affettata e soffriggetela con poco olio, il rosmarino e la pancetta. Aggiungete i ceci lessati con un po' di brodo o acqua di cottura e lasciate insaporire per qualche seocndo. Aggiustate di sale e pepe. Togliete il rosmarino e frullate tutto aggiungendo se necessario altro brodo o acqua di cottura dei ceci finchè non otterete la consistenza desiderata: non deve essere liquida, ma  seppur liscia, "morbida-compatta".
Prendete i filetti di baccalà, eliminate la pelle e verificate che non ci siano spine. Ungeteli leggermtne con l'olio e metteteli a cuocere a vapore (su una placca se avete il forno con opzione "cottura a vapore", in una vaporiera se la avete o semplicemente fateli bolliti): cuociono circa 6/7 minuti (a seconda della grandezza, ma il tempo è pressochè quello) a 100°. Se le avete e volete aggiungete qualche erbetta aromatica che li profumerà, ma senza esagerare. Per la salsa: tritate le olive taggiasche e i capperi, aggiungete l'olio e la scorsa di limone grattate. Aggiustate di sale solo alla fine e se necessaria: olive e capperi danno da sè un bel tocco di sapidità.
Servite ponendo sul piatto la crema di ceci, il trancio di pesce e la salsa di olive e capperi. Una grattata di pepe fresco e voilà!

Giò

mercoledì 22 marzo 2017

Ali di pollo glassate alla soya

Le ali di pollo le vedo spesso, al supermercato, al mercato, dal macellaio.. ogni volta mi fermo a guardarle: penso, faccio voli pindarici su come poterle cucinare, mi viene in mente Francidettobaldo che mi parla delle ali di pollo con la besciamel che faceva sua mamma quando era piccolo (e che a questo punto mi è venuta voglia di provare), ricordo che la mia spacciatrice di ricette Serena tempo fa me ne aveva mandata una....ma poi c'è qualcosa che mi blocca sempre dal prenderle.
Beh, ho vinto la titubanza e l'altro giorno le ho trovate da un macellaio super fidato che mi ha garantito che erano super "controllate", senza antibiotici e via dicendo. Mi ha ocnvinto e le ho prese. Chissà ora dove ho messo le ricette che avevo in mente.... Ne ho improvvisata un'altra facendo vari mix di ricette prese qua e là, ovviamente nessuna traccia delle lai di pollo glassate di Seri: occorrerà richiedergliela!
Un'unica raccomandazione: vanno mangiate rigorosamente con le mani, quindi se avete una cena formale evitatele...perchè vi leccherete anche le dita!



Ingredienti per 4 persone

12/16 ali di pollo
soya a bassocontenuto di sodio
2 cucchiai di miele 
un pezzetto di zenzero grattuggiato
uno spicchio di aglio
succo di un limone
semi di sesamo
olio di sesamo

Pulite le ali di pollo, passatele sul fuoco così da eliminare eventuali impurità e "peli". Sciacquatele sotto l'acqua corrente e sbollentatele in acqua leggemente salata per 10/15 minuti circa.
Scolatele, asciugatele bene con della carta scottex e mettetele in un contenitore ermetico o grande sacchetto per la marinatura. Aggiungete quindi la soya, due cucchiai di miele, il succo di limone, il pezzetto di zenzero grattuggiato, uno spicchio di aglio schiacciato e qualche goccia di olio di sesamo (non esagerate con quest'ultimo perchè ha un sapore molto deciso e coprirebbe il resto). Lasciatelo in frigorifero per un'oretta. Accendete il forno a 190°/200° ventilato: tirate fuori dal frigeorifero le ali di pollo in modo che quando le infornerete saranno a temperatura ambiente. Fatele cuocere per circa 20 minuti, girandole bene da tutti i lati, finchè non si saranno caramellate. Servirle cosparse con dei semi di sesamo (io me sono dimenticata!!)

Giò


martedì 29 marzo 2016

Coniglio al latte e timo

Il coniglio al latte e timo credo che sia il piatto che più mi ricorda Teresa. L'ho mangiato per la prima volta nelle Marche. Tommi l'ha ribattezzato subito "pollo con le spine"... Per lui era, e forse è tuttora, impensabile mangiare il coniglio, visto che la sua nanna preferita è proprio un coniglio! Pollo o non pollo, spine o non spine ne mangiò una tale quantità da lasciare tutti a bocca aperta e forse anche un po' asciutta! E come dargli torto! il connubio latte e limone che può sembrare strano è invece azzecatissimo e si crea una cremina goduriosa da leccarsi i baffi. L'ho fatto diverse volte e ha sempre riscosso molto successo. E sebbene ormai dovrei saperlo fare a menadito ogni volta chiamo Teresa per un mini ripasso sul da farsi. Eppure è così semplice!! Non dimentichiamo poi che il coniglio ha una carne tenerissima, poco grassa e molto digeribile, ma molto saporita: secondo me dovremmo usarla molto di più rispetto a quanto non facciamo. La foto non rende troppa giustizia, lo so, ma Tommitommi fremeva per sedersi a tavola e addentare la sua porzione (e come dargli torto)!
Grazie Teresa!!!


Ingredienti per 3/4 persone

coniglio, possibilmente già porzionato
latte, qb (io uso quello parzialmente scremato!)
il succo di un limone
sale e pepe
timo
1 spicchio di aglio

Lavate il coniglio con acqua e aceto, sopratutto se il coniglio è nostrano così da togliergli un po' di "selvatico". Rosolate in una casseruola il coniglio insieme ad uno spicchio di aglio. Quando avrà preso un bel colore, copritelo con il latte, aggiungete il succo di un limone e qualche foglia di timo fresco. Lasciate cuocere a fuoco basso e con il coperchio per circa 1 ora. Se necessario aggiungete un altro po' di latte o semplicemente un po' di acqua calda. Il sughetto si raddenserà diventando cremoso e il coniglio con la cottura lenta diventerà morbidissimo. Aggiustate di sale e pepe e portate subito in tavola. Accompagnatelo con un bel piatto di insalata o con delle patate al forno o semplicemente bollite. Vi leccherete i baffi, credetemi.

Giò

lunedì 26 ottobre 2015

Calamari ripieni

Francidettobaldo ed io abbiamo parlato per non so quanto tempo della fantomatica ricetta dei calamari ripieni, chiedendoci quale fosse il ripieno migliore: se in bianco o al pomodoro, con o senza ricotta e con o senza uova. L'altro giorno ho preso coraggio e ho improvvisato una versione che non prevede uova, non prevede ricotta ed è in bianco. Anzi con un retrogusto dolciastro dato dal passito usato per sfumare al posto del classico vino bianco "secco". Ce gustaron!



Ingredienti per 3 persone

6 calamari puliti
un paio di fette di pane ammollato nel latte
pan grattato, se necessario
aglio
cipolla
passito o vermuth
un cucchiaio di parmigiano
qualche cappero dissalato
basilico
olio evo


Chiedete al pescivendolo di pulirvi i calamari, altrimenti per prima cosa staccate i tentacoli dal corpo (sacca). Asportate quindi le interiora: aiutatevi con le dita ed estraete dalla sacca tutto quello che vi è all'interno, compresa la penna cartilaginosa e trasparente. Ora passate alla pulizia della testa dei calamari: con un coltello, tagliate appena al di sotto degli occhi ed eliminate il becco, posto al centro dei tentacoli. Sciacquarli con cura, eliminando anche la pelle (basterà "sfilarla" o strofinarli con un pezzo di carta scottex).
Fate saltare in padella con un pó di olio (se piace anche uno spicchietto di aglio) i tentacoli e le ali tagliate a striscioline: sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco. Togliete dal fuoco, fate raffreddare ed unite una cucchiaiata di grana basilico spezzettato ( a rigore andrebbe il prezzemolo, ma ormai mi conoscete!!), il pane ammollato nel latte e ben strizzato, sale e pepe a gusto.
Se il composto risultasse bagnato, aggiungete un po' di pan grattato. Non eccedete con il parmigiano che potrebbe coprire troppo il sapore delicato del ripieno.
Riempite i calamari con la farcia avendo cura di non riempirli troppo e chiudeteli con uno stuzzicadenti.





Cuoceteli in padella con olio e cipolla e, quando hanno preso colore, sfumate con del vermouth o meglio ancora con un passito. Fateli cuocere dolcemente, coperti, per circa un 20/25 minuti.


Giò

lunedì 20 aprile 2015

Spiedini di gamberi al lemongrass e pomodori confit

A pochi giorni dal trasloco mi sono trovata in frigorifero un mazzo di lemongrass. Quello che più mi stupisce è pensare a cosa mi abbia spinto a comprare mazzi di lemongrass in giornate nonstop di scatoloni, quando l'unico obiettivo sensato è buttare, svuotare e finire tutto quello che c'è in frigorifero e in freezer, non continuare a comprare!
Non facciamoci troppe domande e cerchiamo di capire come poterlo utilizzare al meglio...


Ingredienti per 4 persone:
8 gambi di lemongrass
24 gamberi
un cucchiain0 di zenzero grattugiato
peperoncino fresco
qualche foglia di alloro
il succo di 1 lime

Per i pomodori confit:
8 rametti di pomodori pachino
1 cucchiaio di zucchero
timo
olio extra vergine di oliva
sale
aglio


I pomodori confit sono la parte che richiede il tempo di cottura più lunga, ma decisamente poco impegnativa e soprattutto possono essere preparati anche con largo anticipo.
Lavate i pomodori, asciugateli su carta assorbente e disponeteli in una teglia da forno.
Se avete dei pomodori perini, tagliateli a metà nel senso della lunghezza, privaeli dei semini e disponeteli su una placca da forno rivolti verso l'alto. Sbucciate l'aglio, tagliatelo a rondelle, distributelo sui pomodori e spolverizzate con lo zucchero ed una presa di sale. Fate cuocere nel forno preriscaldato a 160° per circa un'ora e mezza. Prima di servire aggiungete un poì di olio extra vergine di oliva e qualche fogliolina di timo.
Preparate quindi la marinata per i gamberi a base di lemongrass tritato, il succo di un lime (o mezzo limone), dello zenzero gratuggiato e il peperoncino tagliato a rondelle. Togliete i semi se non lo volete troppo piccante. Pulite i gamberi dal carapace avendo cura di togliere anche il filetto nero - che altro non è che l'intestino che ha un sapore amarognolo-  e metteteli nella marinata. 
Pulite i gambi di lemongrass che serviranno da spiedino. Sgocciolate i gamberi dalla marinata e infilzateli nel gambo di lemongrass. Aggiungete tra i gamberi anche una foglia di alloro.
Cuocete gli spiedini sotto il grill o rosolateli per pochi minuti in una padella a fuoco vivo.
Serviteli caldi accompagnati magari con un rametto di pomodori pachino confit.





Gio

giovedì 9 aprile 2015

Arrosto di tacchino ripieno di cime di rapa, salsiccia e burrata

Inutile dirvi quando mi piacciano e mi divertano gli arrosti ripieni, lo avrete capito...
Data la mia passione per le cime di rapa ho deciso di provare a farlo di tacchino, ma si sa, il tacchino potrebbe risultare un po' asciutto... chi mi salva?
La risposta è semplice: la burrata!
Questo ripieno risulta saporito e cremoso, e il grasso della burrata inumidisce il tacchino rendendo ogni fetta mostosa e morbida in bocca.
Provatelo! Ma soprattutto, non lasciatevi intimorire e vedrete che basta poco per prendere la mano e sigillare bene le fette di fesa, il trucco è compattare bene e sovrapporle leggermente, in modo che non ci siano fuoriuscite!




Ingredienti per 6/8 persone
5 fette di fesa di tacchino alte circa 1 cm
500 g di cime di rapa pulite
250 g di pasta di salsiccia
20 fette di bacon
12 patate medie
1 burrata
aromi
600 ml di brodo di carne
1/2 bicchiere di vino bianco


Aprite la burrata e mettetela a scolare.
Sbollentate le cime di rapa, scolatele e poi saltatele in padella con uno spicchio d'aglio in camicia, sale e pepe nero. In questo modo si asciugheranno e non faranno liquido in cottura.
Sgranate la salsiccia.
Tagliate grossolanamente sia le cime che la burrata, unite la salsiccia, salate e pepate.





Stendete sul vostro piano di lavoro un foglio abbastanza grande di carta forno.
Adagiate al centro le fette di fesa sovrapponendole leggermente e regolate in altezza e larghezza, dovrete ottenere un rettangolo di tacchino di circa 30x22 cm. Se la superficie non è regolare, sovrapponete un altro foglio di carta forno e spianate con un pesta carne. Salate la superficie.

Con l'impasto del ripieno formate un rotolo orizzontale al centro della carne stesa, assicuratevi che le fette di tacchino si chiudano non esagerando con la quantità del ripieno.

Arrotolate i lati di carne sul ripieno aiutandovi sollevando tutta la superficie con la carta forno, sigillate bene e comprimete il rotolo per evitare vuoti. 

Quando avete il rotolo compatto avvolgetelo nelle fette di bacon avendo cura di sovrapporle leggermente per evitare che si apra.Posizionate il centro della fetta sul lato di chiusura del vostro rotolo.




Legate l'arrosto con spago da cucina inserendo un rametto di salvia e rosmarino sotto lo spago.
In un'ampio tegame rosolate l'arrosto a fiamma alta con poco olio (la pancetta sciogliendosi farà il resto) in modo da sigillarlo.
Quando sarà ben dorato in superficie sfumate con 1/2 bicchiere di vino bianco..
Dopo che l'alcol sarà evaporato aggiungete il brodo, abbassate la fiamma al minimo e coprite con il coperchio.



Pelate le patate e tagliatele in 4 parti.
Fate cuocere per 20 minuti, aggiungete le patate e fate proseguire la cottura per altri 40 minuti.
Quando l'arrosto è pronto toglietelo dalla casseruola, rimuovete lo spago e tagliatelo a fette.
Togliete anche le patate e alzate a fiamma alta il fuoco per far restringere il sugo. Fate sciogliere due noci di burro continuando a mescolare finché il sughetto un sarà una crema densa.
Servite l'arrosto caldo in un bel piatto da portata versando sulle fette il fondo di cottura e accompagnandolo con le patate.
Meraviglioso!!!
Anna

giovedì 2 aprile 2015

Costolette di agnello marinate, impanate e fritte

Capita di avere improvvise voglie. A me capita spesso... e come resistere alla tentazione di costolette di agnello marinate e fritte? Impossibile.
Da tempo volevo provare una panatura alle erbe. Così ho ascoltato gli ingredienti: l'agnello mi ha chiaramente chiesto la menta, e non si può non ascoltare quando un ingrediente ti parla!
Panatura alla menta per un agnello marinato che si scioglie in bocca!
Vi prego, state attenti alla cottura! Nulla è più deprimente di rovinare un agnello fritto perché troppo cotto, deve essere categoricamente rosa!



Ingredienti per 4 persone:
16 costolette di agnello con l'osso
un mazzo di menta
pangrattato
4 uova
olio
English Mustard ( io uso la Colmann's, secondo me è la migliore)
rosmarino e salvia
3 spicchi d'aglio
burro chiarificato
qualche fetta di pane (mia mamma lo friggeva sempre con l'avanzo di uovo sbattuto...)

Iniziamo preparando la marinata:
Emulsionate un bicchiere di olio d'oliva con un cucchiaino di senape, sale e pepe.
Aggiungete gli spicchi d'aglio spelati e tagliati a metà, rosmarino e salvia.
Mettete le costolette a marinare e coprite con la pellicola. Potete farlo anche la sera prima, dovete solo accertarvi che le costolette siano immerse nella marinata, quindi nel caso siano grandi aumentate le quantità.

Unite al pangrattato la menta tritata, pepe macinato fresco e sale.
In una pirofila sbattete le uova.

Quando le costolette saranno pronte, toglietele dalla marinata e asciugatele con carta da cucina.
Passatele nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato alla menta.
Con quel che resta dell'uovo e del pangrattato impanate fette o bocconcini di pane, li friggerete per ultimi.



In un'ampia padella scaldate il burro che dovrà sfrigolare.
Mettete in padella le costolette e giratele solo quando saranno ben dorate.
Io preferisco le costolette molto spesse, così il cuore rimane bello rosa. Ma se usate costolette fini allora calcolate pochi minuti per lato.

Quando saranno pronte fatele asciugare su carta assorbente mentre friggete il pane.
Condite con sale in cristalli.
Portate in tavola un bel piatto da portata e accompagnatele con una salsa allo yogurt e menta o ad uno tzatziki.

Queste costolette sono una favola, ideali sia per una bella cena che per una partita davanti alla televisione! E ne vorrete sempre di più...

Anna

martedì 24 marzo 2015

Dopo la trippa alla milanese...uova "in trippa"...alla marchigiana!

Un piatto super semplice e genuino, di quelli che potrebbero diventare il grande classico della domenica sera o perfetti per i venerdì di magro della Quaresima. L'importante è non fermarsi al nome del piatto che potrebbe portare fuori strada...decisamente fuori strada!!!
Mettetevi a tavola e vediamo se i vostri commensali indovineranno subito cos'hanno nel piatto!





Ingredienti per 4 persone

6 uova
mezzo bicchiere di latte
un cucchiaio scarso di farina
pomodori pelati
1 cipolla
maggiorana
sale e pepe
parmigiano
noce moscata
1 bicchiere di vino rosso
una grattata di scorza di limone

Sbattete le uova insieme al latte e al cucchiaio di farina e fate delle frittatine sottilissime. Fatele raffreddare e tagliatele a striscioline di circa mezzo cm come se fossero delle tagliatelle.
Nel frattempo preparate la salsa di pomodoro. Fate rosolare la cipolla, aggiungete i pelati e la maggiorana. Sfumate con il vino rosso. Aggiustate di sale e pepe e se fosse necessario aggiungete anche una punta di zucchero. Fate cuocere la salsa finchè non sarà diventata densa e di un bel colore intenso, circa 15/20 minuti. Quindi aggiungete una spolverata di noce moscata ed una grattata di scorza di limone. Prendete una pirofila, cospargete il fondo con un po' si salsa, aggiungete le "tagliatelle di frittata", coprite con abbondante sugo e cospargete con del parmigiano. Non vi resta che passare la pirofila nel forno caldo e sedervi a tavola!

Giò


lunedì 16 marzo 2015

Trippa e fagioli. Chi l'avrebbe mai detto!

Chi l'avrebbe mai detto davvero! Mangio tutto (a parte il prezzemolo, si sa), ma le interiora proprio no! Hanno una consistenza che non mi convince, anzi. Ammetto anche di non averle assaggiate tutte, ma proprio non mi ispirano! Il mio esatto opposto sono Francidettobaldo e Tommitommi che invece impazziscono per trippa, rognoni, fegato e chi più ne ha più ne metta. Tommitommi è riuscito persino a dire he "adora" la coratella (tipico piatto umbro di interiora di agnello).... Fato sta che ogni tanto si appartano in cucina e insieme cucinano e mangiano quanto preparano improvvisandosi esperti di interiora. L'altra sera è stata la volta della trippa. L'ho assaggiata quasi di nascosto e devo ammettere che..l'ho trovata buona anche io! Vediamo se riusciranno a convincermi anche con qualche altro piatto! La sfida è iniziata.



Ingredienti
800g di trippa riccia
1 cipolla
2 carote
1 costa di sedano
lardo o pancetta o guanciale
brodo vegetale
200g di fagioli di spagna
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
olio o burro per il soffritto
sale e pepe
parmigiano
rosmarino e un paio di foglie di salvia

La sera prima mettete in ammollo i fagioli in un capiente recipiente di acqua fredda, quindi lessateli senza aggiungere sale per circa 1 ora e mezza. Preparate un soffritto con la cipolla, le carote e il sedano e mettere sul fuoco in una pentola dal fondo spesso (io ho usato la mia adorata Le Creuset) con una noce di burro o con un filo di olio. Unite anche il lardo o la pnacetta. Nel frattempo riducete a listerelle la trippa dopo averl lavata e risciacquata più volte con cura. Aggiungete la trippa al soffritto, abbassate la fiamma, coprite e lasciate cuocere per circa 1 ora. Aggiungete il concentrato di pomodoro e un paio di mestoli di brodo. Con una schiumarola eliminate il grasso che affiora. Finire la cottura e solo per ultimo e a fuoco spento aggiungete il trito aromatico di salvia e rosmarino.
Lasciate riposare qualche minuto prima di servire con una abbondante macinata di pepe ed una manciata di parmigiano.

Giò


lunedì 2 marzo 2015

Il caciucco di Livorno. Con una varinate

Il caciucco è una zuppa di pesce, tra le più popolari della tradizione italiana.  Come tutte le zuppe di pesce anche il caciucco è originariamente un piatto povero, creato dai pescatori per utilizzare anche il pesce piccolo e di minor valore commerciale. La versione originale è quella di Livorno, anche se all'interno della stessa città ogni famiglia la prepara con una sua ricetta. Ma la base è uguale per tutti: un ventaglio ricco di pesce e un sapore forte e determinato dato dall'aglio e dal peperoncino che non possono mancare.... in quantità copiose.
Sarà anche un piatto povero, ma a noi piace moltissimo!



Ingredienti per 8/10 persone

400g di polpi e seppie
600g tra corfano rosso e nero
500g di palombo
500g di rna pescatrice
500g di ombrina
500g di altro pesce piccolo e crostacei
(io ho aggiunto anelli di calamaro e Tommitommi non ha resistito ad aggiungere anche qualche oliva)
1 kg circa di pomodori pelati
4 spicchi di aglio
peperoncino
olio extravergine di oliva
un trito composto da 1 cipolla grande, 2 coste di sedano, 1 carota piccola
prezzemolo
2 cucchiai di aceto
1 foglia di alloro
1 bicchiere e mezzo di vino rosso
fette dipane tostato

NB tradizione vuole che il peso totale del pesce non deve essere inferiore ai 3kg. I pesci piccoli vanno lasciatiinteri, quelli più grossi vanno tagliati a pezzi e proporzionati a quelli più piccoli, così da uniformare i tempi di cottura.


Soffriggete in un grande tegame di terracotta gli spicchi di aglio nell'olio. Aggiungere il trito e far insaporire finchè l'aglio non sarà imbiondito. Aggiungete polpi, seppie e calamari e rosolate bene. Aggiungete quindi l'aceto e la foglia di alloro. Fate sfumare l'aceto prima di aggiungere il vino rosso e i pomodori pelati e lasciate cuocere finchè i polpi e le seppie non saranno teneri. Aggiungete quindi il pesce (prima il palombo, poi scorfano e gallienlla) e far cuocere per circa 15 minuti.
Aggiustate di sale e aggiugnete acqua se necessario. Mettete una fetta di pane tostato (se piace strofinate con aglio) sul fondo di ciascun piatto, versateci il caciucco e servite caldo.

Giò

giovedì 5 febbraio 2015

Street Food: Ceviche de corvina dal Perù (tartare di orata marinata)

Questa è una delle pietanze di street food non fritta e non pesante, ma ugualmente sfiziosa e gustosissima.
La corvina è un prelibato pesce del Pacifico, che spesso viene sostituita dalla sogliola o dallo squalo in altre zone dell'America Latina, e da noi con l'orata.
Come nella maggior parte dei paesi caldi, carni e pesci vengono marinati a lungo per abbattere la carica batterica e ottenere una "cottura" parziale.
In principio i tempi di marinatura erano di diverse ore, adesso che i sistemi di conservazione sono migliorati invece si sono ridotti a pochi minuti, facendo guadagnare all'orata gusto e consistenza.
Tengo molto a questa ricetta, in primis perchè trovo che sia una vera e propria esplosione di colori, sapori e profumi perfettamente equilibrati tra loro; in secondo luogo perché è la ricetta che presenterò al Milano Food&Wine Festival sabato 7 febbraio per Arte del Convivio, con cui tengo un ciclo di corsi di Street Food.
All'interno della manifestazione, sorellina di Identità Golose, proporremo un aperitivo con show cooking e degustazione (ore 18.00) di questo fantastico piatto accompagnato da una birra selezionata per l'accompagnamento.
Venite a trovarmi! Sarà sufficiente prenotare uno dei 20 posti disponibili attorno alla mia postazione per conoscermi meglio, vedermi lavorare, e soprattutto per godervi un aperitivo speciale!
Intanto vi faccio venire l'acquolina in bocca...!






Ingredienti per 4 persone
3 cipollotti di Tropea tagliati a velo
600 g di filetti di orata senza pelle tagliati a cubetti
1 pizzico di peperoncino secco sbriciolato
1 spicchio d'aglio pelato e tritato
il succo di 5 lime
500 g di patate dolci
300 g di mais
1/2 avocado tagliato a cubetti
5 cucchiai di olio evo
3 cucchiaini di aceto di riso
1 pizzico di zucchero
1 peperoncino rosso lungo fresco privato dei semi e tritato
la scorza grattugiata di 1 lime
3 cucchiai di foglie di coriandolo tritate
sale e pepe nero

Disponete in una ciotola a fondo piano metà dei cipollotti, copriteli con l'orata, spolverate con aglio e peperoncino secco e poi irrorate con il succo di lime.
Coprite la ciotola con pellicola e mettete in frigorifero per 30 minuti.
Durante la marinatura raccogliete il succo dal fondo della ciotola e ridistribuitelo sul pesce un paio di volte.
Fate bollire le patate, sbucciatele e tagliatele a cubetti. Attenzione a non cuocerle troppo altrimenti diventano molli!
Unite mais, patate dolci e avocado e condite con olio, sale e pepe. Mescolate delicatamente.




Emulsionate olio, aceto, zucchero, sale e pepe, poi unite il peperoncino e la scorza di lime.
Scolate bene il pesce e buttate via il succo e i cipollotti.
Condite il pesce con l'emulsione, il coriandolo e i restanti cipollotti.
Impiattate distribuendo in un coppapasta uno strato di patate, mais e avocado.
Sovrapponete poi l'orata.



Guarnite con germogli a piacere e servite con una birra ghiacciata!
Deliziosa!!!!

lunedì 19 gennaio 2015

Baccalà alla vicentina

Adoro il baccalà. Ci sono certi giorni che mi verrebbe voglia di andare a Venezia, per farmi una scorpacciata di baccalà mantecato e spritz. Giù da noi si mangia in umido, con pomodoro, olive e capperi, a me piace anche semplicemente bollito magari accompagnato dalle cime di rapa (il binomio dolce del baccalà e amaro delle cime di rapa trovo che sia eccezionale!).  Oggi invece ho voluto provare a farlo alla vicentina. Cercando nei vari ricettari, libri, fogli strappati, blog e via dicendo ho scoperto che esistono infinite varianti della ricetta: chi usa la cipolla e chi non lo fa, chi abbonda con il latte rendendo così il piatto più leggero e più bianco, chi infarina lo stoccafisso, chi giura nel segreto di una lunga cottura, almeno 4 ore, chi dice che ne bastano 3 e via dicendo. Un solo comun denominatore: abbondante olio e di ottima qualità e soprattutto NON va mai mescolato!
C'è una tale cultura e tradizione di questo piatto che esiste addirittura una vera e proprio Confraternita del Baccalà . E' propro dal loro sito che ho preso la ricetta!



Ingredienti:

Kg 1 di stoccafisso secco – gr. 250/300 di cipolle
1/2 litro di olio d’oliva extravergine
3 sarde sotto sale
½ litro di latte fresco – poca farina bianca
gr. 50 di formaggio grana grattugiato
un ciuffo di prezzemolo tritato
sale e pepe


Ammollate lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni. Aprite il pesce per lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi.
Affettate finemente le cipolle; rosolatele in un tegamino con un bicchiere d’olio, aggiungete le sarde sotto sale, e tagliate a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unite il prezzemolo tritato. Infarinate i vari pezzi di stoccafisso, irrorati con il soffritto preparato, poi disponeteli uno accanto all’altro in un tegame di cotto o alluminio oppure in una pirofila (sul cui fondo avrete versato qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprite il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana grattugiato, il sale, il pepe.
Unite l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli. Cuocete a fuoco molto dolce per circa 4 ore e mezzo, muovendo ogni tanto il recipiente in senso rotatorio, senza mai mescolare.
Questa fase di cottura, in termine “vicentino” si chiama “pipare”. Servite con polenta.

Il bacalà alla vicentina è ottimo anche dopo un riposo di 12/24 ore. 


Giò

lunedì 3 novembre 2014

Scaloppine al marsala

Ci sono certe sere che davvero non hai voglia di cucinare, nè tanto meno di metterti a pensare a cosa fare. Ecco allora che apri il frigorifero e davanti a te si presentano inesorabilmtente delle (tristi) fettine di pollo. Ma di pollo alla griglia ne hai pieni gli ochi e lo stomaco. Però puoi fare delle scaloppine e siccome è lunedì i limoni li hai (anche qui inesorabilmente) finiti opti per un'altra variante. Il Marsala: quello da ualche parte lo hai..anche perchè..non scade (quasi) mai!!!
Alla fine ti siedi a tavola e pensi che dal niente può venir fuori anche una cenetta semplice, ma saporita e che tutto sommato supera di gran lunga la sufficienza!!



Ingredienti per 6 persone

Fettine di pollo circa 800g (la ricetta originale vorrebbe la noce di vitello)
mezzo bicchiere di Marsala
150g di burro circa
farina
sale e pepe

Spianate le fettine di vitello o pollo con il batticarne o con la lama inumidita di un largo coltello. Conditele con un po' di sale e pepe e infarinatele. Mettete sul fuoco un tegame piuttosto largo, fateci fondere parte del burro e quando sarà ben caldo aggiungete le fettine in un solo strato. Fatele cuocere da entrambe le parti per qualche minuto a fuoco vivace. Toglietele dal tegame e mettetele su un piatto. Ripetete l'operazione fino a terminare le fettine, aggiungendo man mano altro burro. A cottura ultimata, versate nel tegame il marsala e alzate il fuoco. Rimettete quindi dentro il tegame tutte le fettine affinchè si insaporiscano e si amalgamino al condimento. Se necessario aggiungete altro Marsala. Travasate il tutto su un piatto di portata e servitele calde.

Giò


venerdì 24 ottobre 2014

Cotolette in carpione del mio babbo

Avevo già pubblicato questa ricetta, ma oggi più che mai ho voglia di rileggerla, riassoporarla e condividerla con voi.
Ciao babbo.
Anna

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Pazzesche, semplicemente pazzesche...e la cosa più bella è il ricordo di quando facevamo le vacanze tutti insieme al mare, i miei genitori, noi quattro fratelli e qualche amico al seguito.
Li, c'erano SEMPRE le cotolette in carpione, vasche da bagno di cotolette in carpione, portaerei di cotolette in carpione, cisterne di cotolette in carpione!!!! Si, mille milioni di cotolette in carpione, perchè queste sono buone quando le fai, ma il giorno dopo sono ancora meglio, ed è difficile che arrivino al terzo, nonostante il problema di mio padre, direttamente ereditato da me: un grave problema sulla gestione delle quantità, perchè ogni tanto noi Brambilla ci dovremmo ricordare che non siamo sempre in 12 a cena!



Ingredienti carpione:
500 gr di cipolle bianche
2 carote medie
4 foglie di alloro
125 gr di uva sultanina
100 gr di pinoli
1 bicchiere di vino bianco
1/2 bicchiere di aceto di vino bianco
sale, pepe & olio e.o.

Ingredienti cotolette:
600 gr fesa di vitello
2 uova
pangrattato q.b.

Mettete a bagno l'uvetta in acqua e vino bianco.
Battete leggermente le fettine di vitello, passatele nell'uovo e impanatele. Friggetele in olio e dopo averle fatte asciugare su carta assorbente accantonatele.
Tostate velocemente i pinoli e teneteli da parte.

Affettate finemente le cipolle e le carote, soffriggetele in abbondante olio con l'alloro e quando saranno trasparenti aggiungete l'aceto e il vino bianco facendoli sfumare. Alla fine aggiungete l'uvetta, che avete precedentemente scolato e strizzato, e i pinoli tostati.

In una pirofila mettete sul fondo una piccola parte di cipolle stufate, stendete uno strato di cotolettine e ricoprite con altre cipolle stufate continuando a stratificare fino ad esaurimento con l'accortezza che ci siano almeno tre strati. Finire con le cipolle residue.
Fate marinare il tutto in frigorifero e consumate il giorno seguente tirandole fuori dal frigorifero in modo che possano essere a temperatura ambiente e non fredde.

Ora che avete visto che è una ricetta semplice potete subito raddoppiare le dosi per farne mille milioni, non basteranno mai...

Grazie babbo, solo a scriverla mi è venuta voglia...le faccio per sabato!

Anna


lunedì 28 luglio 2014

Roast beef con capperi e olive nere. Dalla toscana con amore.

Avete un pezzo di roast beef, poco tempo e tanta voglia di fare un figurone, magari sorprendendo i vostri ospiti? Provate questa ricetta tutta toscana e in meno di mezzora avrete un secondo piatto davvero saporito e originale. E se avanza (avanzerà? mhh, ho i miei dubbi) il giorno dopo è ancora più buono..magari come companatico in mezzo a due fette di pane toscano!



Ingredienti per 4 persone

750g di roast beef (lombata) di Chianina
2 spicchi di aglio novello
2 rametti di rosmarino
1 cucchiaio di capperi
100g di olive nere denocciolate
1 filetto d'acciuga sott'olio
1 limone non trattato
olio extra vergine di oliva toscano
sale marino grosso
pepe in grani

Pestate nel mortaio mezzo cucchiaino di sale grosso, uno di grani di pepe e strofinate la carne con questo battuto. Trasferitela quindi in una casseruola che la contenga a misura, aggiungete 8 cucchiai di olio, l'aglio schiacciato e fatela rosolare bene su tutti i lati. Abbassate il fuoco, coprite il recipiente e cuocete per 5 minuti. Nel frattempo tritate grossolanamente le olive con i capperi e il filetto di acciuga. Mescolateli con la scorza di limone e il rosmarino tritato molto fine. Aggiungete il battuto alla carne, spegnete il fuoco e lasciate riposare la carne per almeno 15 minuti. Al momento di serivre, eliminate l'aglio, affettate la carne e cospargietea con il sugo.

Giò



giovedì 10 luglio 2014

La mia prima ricetta salata: stir fried beef (manzo saltato con carote e peperoni)

Questa ricetta è veramente importante per me.
Avevo 15 anni ed ero a New York con la mia famiglia. Io e il babbo decidiamo di andare da Barnes & Noble a spaginare libri di cucina e il mio babbo mi regala il mio primo libro di cucina: "The Great Chinese Recipes Book".
Andavo pazza per la cucina cinese quando ero piccola, e anche se le ricette erano piuttosto complicate mi sono subito messa all'opera.
In quella splendida estate a Old Buckenham ho provato e riprovato le ricette, e ogni volta ero più esaltata e soddisfatta. Imparavo ingredienti che non avevo mai visto in casa mia e non sapevo neppure in italiano come si chiamassero. Il vaso di Pandora della cucina era stato aperto, e non volevo più limitarmi a fare dolci con mia mamma, volevo cimentarmi in complicatissime ricette dalla dubbia riuscita.
Ho sempre amato le grandi imprese!
Ecco perché questa ricetta è speciale, mi ha aperto un mondo che ancora oggi mi affascina e mi appartiene, come io appartengo a lui. Un mondo di continue scoperte, tentativi, fallimenti e soddisfazioni. Un mondo da condividere, un mondo da amare, questo è la mia soul kitchen.





Ingredienti
400 g di polpa di manzo magra
2 peperoni gialli
2 carote
2 cipolle
farina di castagne
Olio per friggere

Per la marinata
6 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di farina di castagne
3 cucchiai di zucchero di canna
3 cucchiai di hot chilli sauce

Aromi
2 cucchiai di zenzero pelato e  tritato
1/2 cucchiaio di aglio tritato
2 cucchiaini di peperoncini a scaglie
6 cucchiai di scalogno ad anelli

Salsa
4 cucchiai di salsa di soia
4 cucchiai di aceto balsamico
2 cucchiai di porto
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di miele

Iniziate tagliando la carne a striscioline sottili.
Immergetela nella marinata e fate riposare coperta da pellicola in frigorifero per almeno 6/8 ore.
Unite tra loro gli aromi in una ciotola.
Unite tra loro gli ingredienti della salsa.

Scolate dalla marinata le striscioline di carne ed asciugatela con carta assorbente. Passatela poi rapidamente nella farina di castagne. Fate lo stesso con carote e peperoni tagliati a striscioline.
Affettate a velo le cipolle.

In una casseruola fate soffriggere gli aromi, unite le cipolle e rosolate.
Quando saranno dorate aggiungete la salsa e portate ad ebollizione. Con un frullatore ad immersione passate la salsa e rimettetela sul fuoco, dovrà risultare liscia, appiccicosa e abbastanza densa.

Quando l'olio per friggere sarà a temperatura (fate la prova con un pezzetto di pane), friggete la carne, i peperoni e le cipolle, scolateli con una schiumarola e disponeteli su carta assorbente per eliminare i residui di olio.



Aggiungete carne, carote e peperoni alla salsa e lasciate sul fuoco appena un paio di minuti.

Servite lo stir fried beef caldo accompagnato da riso basmati po riso cantonese.

Delizioso. quanti ricordi...

Anna




giovedì 26 giugno 2014

Millefoglie di baccalà, patate e spinaci con crema di peperoni arrostiti

Avevo una voglia incredibile di baccalà, di quelli belli ciccioni che si sfaldano in perfette sezioni tenere ma dal mordente irresistibile.
Detto, fatto.
Lisa a cena e in testa una millefoglie.
Spinaci freschi dell'orto di quelli da spadellare appena, tranci di baccalà alti 5 centimetri e peperoni dolcissimi.
Ma andiamo con ordine, come li assemblo?
Quando il pesce è buono basta anche un semplice vapore, e quando le erbe sul balcone sono rigogliose è impossibile non usarle!
Di solito sono critica, ma questo è veramente un bel piatto. Un piatto dove boccone dopo boccone scopri i sapori puliti e distinti, fino a creare il boccone perfetto dove tutti gli ingredienti esplodono nel palato.





Ingredienti per 2 persone
2 tranci di baccalà bello carnoso
1 patata
4 manciate di spinaci
2 peperoni rossi
erbe a piacere
aglio
sale, pepe e olio evo

Iniziate pulendo i peperoni. Privateli dei semi, tagliateli in falde e fateli arrostire su una placca in forno caldo a 200°C con appena un filo d'olio, un pizzico di sale e qualche fogliolina di origano fresco. Quando saranno teneri e leggermente abbrustoliti allora toglieteli dal forno e lasciateli raffreddare.
Togliete la pellicina, oppure se sono di quelli lunghi e stretti di stagione ora lasciatela perché è sottilissima e non crea disturbo.




Fatene una crema soda con un frullatore ad immersione aggiungendo solo un po' di olio a crudo.
Tenete da parte.

Fate lessare la patata ma mantenetela soda. Sbucciatela e tagliatela a spicchi. Rosolate in padella con olio, uno spicchio d'aglio e qualche erbetta in modo che diventi croccante in superficie.

Sistemate i tranci di baccalà nella vaporiera e con le erbe che desiderate copriteli come fosse una copertina. Io ho usato origano fresco e maggiorana.
Fate cuocere a vapore finché, premendo con una forchetta, la carne non si sfoglia. Togliete dalla vaporiera e sfogliatelo a mano mantenendo le falde compatte.

Nel frattempo lavate ed asciugate gli spinaci.
Fateli saltare brevemente in padella calda con un filo d'olio, condite con sale e pepe. Le foglie non devono appassire, devono rimanere di un bel verde acceso e croccanti.

Ora avete preparato tutto e non vi resta che assemblare la millefoglie.

Con l'aiuto di un coppapasta sistemate alla base gli spicchi di patata, poi gli spinaci, e poi adagiate le falde di baccalà.
Con un sac a poche o un biberon guarnite il piatto con la crema di peperoni.
Condite con un giro d'olio, una grattata di pepe e qualche fogliolina di origano.



Gustate.
Anna

sabato 14 giugno 2014

Roast Beef all'inglese facile e veloce

Caldooooooooo!
Non so voi, ma a Milano in questi giorni si muore di caldo, e devo ammettere che la voglia di accendere fuochi e forno è praticamente insesistente.
Ma ecco una ricetta perfetta!
Amo il Roast Beef, in casa mia in realtà si è sempre consumato caldo e a fettone spesse, laccato di senape e preparato al forno.
Ma quando ho scoperto questa ricetta semplice e veloce ho dovuto per forza cambiar sponda!
Oltre alla semplicità di preparazione, in periodi caldi come questo è veramente una manna. Lo tenete in frigorifero ed è sempre pronto per essere tagliato.
Anche se siete pochi in casa vi consiglio di farlo con un pezzo da 2 Kg. In primo luogo la cottura rimane più uniforme, e poi vivrete di rendita per giorni senza dovervi preoccupare della cena o di dover patire temperature africane in cucina!
L'ideale è prepararlo il mattino per la sera, oppure anche la sera prima così se avete amici a cena non vi resta che tagliarlo e il gioco è fatto!



Tempo di preparazione: 20 min più marinatura e riposo
Ingredienti
1 roast beef da 2 Kg
4 bicchieri di salsa di soia
1 litro di vino rosso
1 bicchiere di olio evo
2 limoni
1 bicchiere di miele
pepe
alloro
aglio

Iniziate preparando la marinata. Emulsionate con una frusta salsa di soia, vino rosso, olio, il succo dei due limoni, miele, abbondante pepe nero e qualche foglia di alloro.
Tenete da parte 4 bicchieri di marinata.
Immergete il roast beef nella marinata e lasciatelo riposare coperto in frigorifero per 2 ore.
Abbiate cura di rigirarlo se la marinata non copre tutta la carne.
Trascorso il tempo di riposo, strofinate l'interno di una pentola con uno spicchio d'aglio e versate due cucchiai di olio.
Togliete la carne dalla marinata e asciugatela bene.
Ricordatevi che non si usano mai i liquidi di marinata per le cotture, durante il riposo le carni rilasciano siero e liquidi rendendo la marinata inutilizzabile dal punto di vista batterico.
Accendete il fuoco a fiamma viva e fate rosolare da ogni lato il roast beef.




Quando sarà ben sigillato e dorato su tutta la superficie aggiungete due dei bicchieri di marinata "pulita" che avete conservato, abbassate il fuocvo a fiamma media e cuocete per 8/9 minuti da ogni lato.
Se il sugo si restringe troppo aggiungete gli altri due bicchieri.
Una volta pronto, togliete il roast beef dalla pentola, asciugatelo e impacchettatelo nell'alluminio. Quando sarà a temperatura ambiente spostatelo in frigorifero perchè si assesti fino al momento della cena.
Alzate il fuoco sotto la pentola per far restringere il sughetto.
Filtratelo con un colino e tenetelo da parte per condire il roast beef.
Togliete l'alluminio, rimuovete lo spago e tagliate a fette fini il roast beff disponendolo su bel piatto da portata. Accompagnatelo con il suo sughetto, con una scelta di senapi o con dei pomodorini freschi conditi con aglio, basilico, olio sale e pepe.
Non abbiamo aggiunto sale al roast beef perchè la salsa di soia è molto saporita, aggiungete sale affumicato o in cristalli al momento di servirlo.

Favoloso, veloce, pronto prima, e soprattutto.... FRESCOOOOOOO!

lunedì 19 maggio 2014

Sfogliata di baccalà con pomodorini, olive e pinoli

Con questo piatto è stato amore a prima vista. Partiamo dal presupposto che io adoro, ma adoro proprio tanto!, il baccalà in ogni sua forma e condimento. Persino semplicemente bollito e condito con olio, limone e pepe e accompagnato da dei friarielli anch'essi semplicemente bolliti. Penserete che stia scherzando, ma non è così: è davvero uno dei pranzi - di magro- che preferisco. Ho uno strano rapporto di amore e odio con il pesce, che va anche molto a ondate (Francidettobaldo e Tommitommi in fatto di miei gusti di pesce non riescono proprio a capirmi, tantomeno a starmi dietro e credono semplicemente che sia pazza!!), ma il baccalà non si tocca! Questa è una ricettina semplicissima, leggera, fresca, profumata e che stupirà voi e i vsotri commensali. E' proprio vero che ogni tanto sono proprio i sapori semplici a lasciare a bocca aperta!
L'unico dubbio è stato il nome da dare a questo piatto: sono partita da carpaccio (ma Francidettobaldo mi ha bacchettato perchè quando si parla di carpaccio si parla di qualcosa di crudo e tagliato sottilissimo!), per passare da un "millefoglie di baccalà" e finire su "sfogliata di baccalà" (Francidettobaldo preferiva "baccalà sfogliato", ma io sono di coccio!): non so se il nome sia "azzeccato" , ma il piatto si e in fin dei conti è questo quello che conta! Siete d'accordo?




Ingredienti per due persone

due filetti belli alti di baccalà, circa 500g
qualche pomodoro in concassè (o pomodorini se siete di fretta :) )
olive nere, buone
qualche cappero
abbondante basilico
una manciata di pinoli
olio sale e pepe

Lasciate i filetti di baccalà in ammollo per quanto più tempopossibile: almeno 48 ore, cambiando spesso l'acqua. Prendete una capiente pentola, riempitela di acqua fredda e cuocetevi i filetti di baccalà per circa 3/4 minuti al massimo dal bollore (la cottura dipende dallo spessore dei filetti). Spegnete il fuoco e scolate i filetti con l'aiuto di una schiumarola. Lasciateli raffreddare su un piatto. Nel frattempo preparate la concassè di pomodoro: incidete il pomodoro con un coltellino e tuffateli in acqua bollente per circa 20 secondi. Scolateli e passateli subito sotto l'acqua fredda così da interrompere la cottura. I pomodori infatti non devono cuocere, ma questa operazione serve semplicemente a pelarli! Quindi pelateli ed eliminate i semini interni. Tagliateli prima a spicchi poi a quadratini (concassè). In alternativa prendete dei buoni pomodorini pachino o ciliegino e dopo averli alvati tagliateli a metà o in quarti a seconda della grandezza. Tostate i pinoli per qualche secondo in una padella antiaderente, denocciolate le olive nere e dissalate sotto l'acqua corrente qualche cappero (poco perchè il sapore dei capperi è invasivo e sipido). Prendete un piatto di portata e disponete dapprima il baccalà sfogliato e privato delle spine, quindi la concassè di pomodoro, le olive denocciolate, i pinoli tostati e abbonandante basilico. Condite con olio e pepe e aggiustate di sale se necessario.
Se volete fare gli "chic", se avete un pranzo o una cena più formale o se volete trasformare il piatto in un finger food...insomma se volete preparare mono porzioni potete usare un coppapasta di medie dimensioni e fare un paio di strati!
Facilissima, ma vi assicurò che vi stupirà!

Giò