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martedì 29 novembre 2011

Risotto ai peperoni arrostiti con speck d'oca

Forse il mio risotto preferito, meraviglioso, nelle fredde giornate che ci aspettano è una gran consolazione un delizioso e caldo risotto con un calice di ottimo vino rosso! Non ho ancora provato a fare gli arancini con quel che ne avanza perchè non è mai rimasto nulla, questa volta invece di due immaginarie persone in più dovrò calcolarne 4 per riuscire farli! Se ce la faccio vi dico poi come li ho fatti e il risultato così Niccolò è contento...


Difficoltà: media
Tempo di preparazione: 1 ora

Ingredienti:
4 pugni di carnaroli
1 cipolla
1 sedano
1 carota
burro
parmigiano
brodo
1 bicchiere di vino bianco
pepe
2 peperoni rossi
1 peperone giallo

Infornate i peperoni a 180°C e arrostiteli per bene finchè la pellicina non formerà delle bolle. Tirateli fuori dal forno e fateli raffreddare. Puliteli rimuovendo la pellicina, i semi e i filetti bianchi, tagliate metà delle falde a quadratini e il resto frullatelo a crema con un filo d'olio, sale e pepe. Tenete da parte la crema e i peperoni. Procediamo col risotto...Fate sciogliere del burro in un tegame, unite  il soffritto che avete preparato con cipolla, carota e sedano tritati fini e fateli appassire senza colorire. Buttate il riso e tostatelo per 4-5 minuti mescolando finchè i chicchi non sono appena opachi. Unite il vino bianco, ed una volta sfumato, il brodo poco alla volta, continuando a mescolare. Appena prima che venga ultimata la cottura aggiungete la crema di peperoni e quando si sarà omogeneizzata col riso i peperoni tagliati; qualche cucchiaio di burro e due grandi manciate di parmigiano e iniziate a mescolare energicamente con un cucchiaio di legno per mantecare il riso. Se necessario fate riposare qualche istante.

Tagliate lo speck d'oca (o anche d'anatra in alternativa) a julienne e una volta impiattato il risotto cospargetene la superficie, un'abbondante pepata e siete pronti per un'esperienza gustativa extrasensoriale!!!!

Anna

lunedì 28 novembre 2011

Pollo al curry (veloce)

Il pollo è uno di quegli alimenti che a prima vista può sembrare banale, e forse anche un po' triste. Secondo me invece è il classico alimento che con poco può "svoltare". Puoi cucinare il pollo in mille modi diversi. Anche i petti di pollo, che a freddo fanno pensare solo alla triste fettina ai ferri del lunedì, giorno in cui si decide con la solita regolarità di iniziare la dieta (che spesso non arriva al mercoledì, inutile dirlo). Beh, io lo compro spesso, forse anche attratta dalla confezione famiglia (e quindi risparmio), ma ogni volta cerco di farlo in maniera diversa. E allora via alle mille spezie che riesco a comprare (doppioni inclusi) in ogni viaggio all'estero, alle classiche scaloppine al limone o al marsala (lo so che sarebbe più adatto il vitello, ma se fate fettine sottili, credetemi, è un ottimo sostituto e anche il vostro portafoglio alla fine ringrazierà). Ma qui parliamo di curry. I curry mi sono sempre piaciuti. Di ogni tipo: dal verde thai a quello rosso, dal mild allo strong. Quando Tommi era bebè avevo una tata dello Sri Lanka che mi ha insegnato piccoli trucchi e soprattutto mi ha lasciato dell'ottimo curry e le foglie di curry, che non sempre si trovano con facilità, quanto meno non ai soliti supermercati italiani. Tommi è stato praticamente svezzato a suon di pollo al curry e fried rice. E sorridevo quando vedevo che i bimbi delle mie amiche diventavano improvvisamente inappetenti di fronte alle pappette insipide a base di tapioca e carota lessa: volevano a tutti costi assaggiare anche loro il riso con le verdure e pollo di Tommi. Le mamme inorridivano e a prima vista pensavano fossi completamente pazza, ma cambiavano ben presto idea quando vedevano che in un batter d'occhio il problema pappa era stato superato. Tommi è cresciuto, sano e forte e ama ancora il profumo del curry. Così ogni tanto è proprio lui a chiedermelo. E io lo accontento molto volentieri. Quando invece sono sola, il mio curry si trasforma e diventa spicy, very spicy!! E se non ho la sovracosce, che preferisco, sono perfetti anche i petti di pollo, magari tagliati a tocchetti ed accompagnati da del buon fried rice o semplicemente da un po' di riso basmati al vapore. Però non sempre, tornati affamati dall'ufficio, si ha molto tempo a disposizione (il rischio è di essere colti da un raptus di fame compulsiva e svuotare il frigorifero in un nano secondo) e così con il tempo ho affinato questo pollo al curry, super veloce. Ma altrettanto super saporito e tutto sommato buono!





Ingredienti per 4 persone
400gr circa di pollo (cosce e sovracosce, ma anche petti di pollo per ridurre i tempi di cottura e quindi di preparazione)
1 o 2 cipolle
2 carote
abbondante curry in polvere
un paio di foglie di curry
un po' di latte di cocco (o latte)

Versate un po' di olio in una padella e fate rosolare leggermente la cipolla. Deve essere morbida, non particolarmente croccante, quindi tenete la fiamma bassa. Nel frattempo tagliate a pezzetti il pollo o togliete la pelle ed il grasso in eccesso dalle sovracosce. Infarinatele leggermente e fatele rosolare a fiamma alta nell'olio in cui avrete precedentemente aggiunto 1 o 2 cucchiaini di curry in polvere. Aggiungete anche delle carote precedentemente sbollentate, così da ottimizzare i tempi di cottura. Una volta che il pollo sarà ben rosolato da tutti i lati, aggiungete abbondante curry e il latte di cocco. Il latte di cocco lo trovate negli ipermercati o nei supermercati specializzati in prodotti internazionali. Infine aggiungete le foglie di curry e lasciate cuocere finché il pollo non sarà ben cotto (mi raccomando, non esiste mangiare pollo "al sangue") e finché la salsa non avrà raggiunto la consistenza desiderata. Accompagnate con del buon fried rice (il tipico riso con le verdure indiano) o del semplice basmati al vapore. Shami, la tata di Tommi, lo sciacquava sempre e lo cuoceva in acqua fredda (circa un dito sopra al riso).


Giò


ps se proprio non trovate il latte di cocco o se vi siete dimenticati di comprarlo usate pure il latte normale. C'è anche chi aggira l'ostacolo e usa la panna, ma io non amo la panna.

domenica 27 novembre 2011

Frittatine di cozze alias quel che resta dell'impepata

Quanta soddisfazione mi da il riciclo...dell'impepata mi erano avanzate un po' di cozze, ma in quella stupida quantità per cui non avrei potuto farci una pasta o altro, quindi ho portato a casa dei miei delle frittatine di aperitivo...


Difficoltà: bassa
Tempo di preparazione: 15 minuti

Ingredienti:
250 gr di cozze sgusciate
1 cipolla rossa di Tropea
2 uova
prezzemolo
sale & pepe

Come vi ho detto io ho usato le cozze reduci da un'impepata, quindi sgusciatele.
affettate finemente la cipolla e saltatela in padella con un filo d'olio.
A parte sbattete le uova, tritate il prezzemolo e amalgamate il composto con le cozze tagliate grossolanamente e la cipolla.
In un pentolino scaldate un filo d'olio e versate una cucchiaiata del composto in un coppapasta e cuocete la frittatina da entrambi i lati, rivoltandola quando la parte superiore sarà leggermente soda. Potete anche farne una frittata unica e tagliarla poi a quadrati o spicchi.
Io non ho fatto tempo ad assaggiarla, ma mi han detto che erano deliziose!!!

Anna

sabato 26 novembre 2011

Il patè ultrarapido di Francidettobaldo

Una sera sono rimasta stupefatta da come francidettobaldo abbia preparato una sorta di patè in soli 15 minuti. Nella mia testa il patè non era una cosa così immediata da preparare e sopratutto richiedeva un panetto e più di burro. E invece mi sono dovuta ricredere. Ovvero, forse la versione originale e che troveremmo negli illustri libri di cucina lo prevederebbe. E forse i grandi cuochi della scuola di Ducasse hanno in questo momento i capelli in aria per quello che stanno leggendo, ma provate a fare come francidettobaldo insegna e vedrete se avrete lo stesso successo. Ve ne accorgerete subito: dopo pochi minuti la ciotola sarà completamente vuota. Qualche amico più intimo starà pensando a come prendere con il dito gli ultimi rimasugli. Ecco questo vi farà capire che tutto sommato potete riproporlo alla prossima cena e poi...i cuochi della scuola Ducasse non staranno davvero leggendo questo post, quindi...io me ne frego dei loro capelli e quindi la posto! Poi domani avremo una bella e allegra banda di amici a colazione a casa e cade a pennello tra gli altri stuzzichini che stiamo preparando!
Mi raccomando ricordatevi di tostare tanto pane, meglio se pan brioche!

Ingredienti

fegatini di pollo
durelli di pollo
alloro
cipolla
bacche di ginepro
un goccio di brandy
un pezzetto di burro

Rosolate la cipolla, affettata anche grossolonamente, con un po' di olio. Aggiungete i fegatelli e i durelli puliti e fare insaporire con un paio di bacche di ginepro ed una foglia di alloro. Aggiustate di sale e pepe. Lasciate cuocere a fuoco moderato per circa 10 minuti. Quindi frullate con un mini pimer o qualsiasi altra cosa simile abbiate a casa avendo cura di eliminare la foglia di alloro (altrimenti diventa amara). Quando sarà diventato omogeneo, rimettete il tutto nel pentolino antiaderente, aggiungete di nuovo la foglia di alloro e terminate la cottura. A questo punto aggiungete un pezzetto di burro e un goccio di brandy. Due minuti ed il gioco è fatto. Non vi resta che trasferire il vostro patè in una terrina e mettetelo in frigorifero dopo averlo fatto raffreddare a temperatura ambiente.
Non vedo l'ora che sia domani!!

Giò

venerdì 25 novembre 2011

Pasteis de nata ( o pasteis de Belem )

Alice e Fede sono tornate dalle vacanze in Portogallo con le idee ben precise: non soddisfatte delle migliaia di pasteis de nata mangiati a Lisbona, volevano che io imparassi ed eseguissi la ricetta originale per avere la certezza di poterli gustare anche a casa. Abbiamo quindi fatto un po' di prove, e questa versione devo dire è quella che ha dato il risultato più soddisfacente.
Credo che il reale sapore di cibi assaggiati in vacanza non sia assolutamente riproducibile. Ogni morso si porta dietro un bagaglio di profumi, sensazioni, ricordi e istantanee di relax che non potranno mai riaffiorare, neppure davanti all'esecuzione perfetta di una ricetta. Quando siamo altrove rispetto a casa siamo in una condizione psicofisica che filtra tutte le nostre percezioni con il velo della serenità, cosa che io sui miei fornelli e con i miei mestoli non posso ricreare, ma spero di arrivarci vicina...
Così, per un istante, se chiudete gli occhi, respirando il profumo di cannella e rompendo coi denti la sfoglia croccante vi sembrerà di essere a Belem nella Antiga Confeitaria, che dal 1837 produce pasteis nel viavai di centinaia di persone che ne comprano a dozzine da asporto o si siedono a gustarli davanti ad una tazza di caffè.





Difficoltà: bassa
Tempo di preparazione: 30 minuti

Ingredienti:
pasta sfoglia
250 ml panna
4 uova
1 cucchiaio di farina
100 gr di zucchero
la scorza di 1 limone
cannella in polvere
zucchero a velo




Stendete la pasta sfoglia molto sottile e foderate piccoli stampini individuali precedentemente imburrati. Bucherellate con una forchetta tutta la superficie dei pirottini.
Preparate la crema mettendo i tuorli, lo zucchero e la farina in una casseruola, aggiungete la panna e la scorza del limone e mescolate bene.
Mettete sul fuoco e portate ad ebollizione, quindi levate dal fuoco e lasciate raffreddare la crema mescolando di tanto in tanto.
Riempite le "coppette" di pasta sfoglia con la crema e cuocete in forno già caldo a 225°C per circa 12/14 minuti.
Le pasteis devono risultare molto dorate con la superficie un pò caramellata.
Servitele tiepide spolverizzate di cannella e zucchero a velo.



Anna

giovedì 24 novembre 2011

Banana bread

Non chiedetemi perché ma in questo periodo, soprattutto la sera, mi viene voglia di preparare dolci. Spesso poi li regalo ai miei amici. Sennò oltre a Urano e Saturno avrei anche la bilancia contro! Comunque...Mi è sempre piaciuto il banana bread. Su internet ci sono addirittura siti dedicati il che mi fa sorridere e mi fa sentire un po' meno matta, quanto meno in buona compagnia!. Il migliore banana bread penso di averlo mangiato a bordo del Cyrano. Era un classico della prima colazione. Credo di aver chiesto a Holly la sua ricetta circa tre mila volte, anche tramite amici e parenti. Lei me l'ha sempre data e io l'ho sempre puntualmente persa. Ora quasi mi vergogno a richiedergliela, così sto sperimentando le diverse versioni che trovo in ogni dove: su riviste americane, anglosassoni e ovviamente anche sul web. Questa si avvicina molto al sapore che ho impresso in testa, ma prima o poi prenderò coraggio e la richiederò a Holly. Magari via mail, così sono certa che, volente o nolente, rimarrà archiviata!!





Ingredienti per uno stampo rettangolare da plum cake 9X5x3

3 banane molto mature
230 gr farina
2 uova grandi
150gr zucchero semolato
100gr burro fuso
1 bustina di lievito vanigliato
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale
100gr di noci (facoltativo)

Per fare il banana bread bisogna seguire lo stesso procedimento del plum cake. Prima si mescolano tra di loro gli ingredienti "bagnati", poi quelli "asciutti" e si uniscono solo in un secondo momento. Quindi, in una ciotola piuttosto capiente unire la farina, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato, il pizzico di sale e la cannella. Nel frattempo schiacciate con una forchetta le 3 banane molto mature, unite le uova precedentemente sbattute ed il burro fuso che nel frattempo si sarà raffreddato. Mentre fate questa operazione fate scaldare un pentolino e rosolate leggermente le noci se avete intenzione di utilizzarle. A questo punto unite il composto di uova e banane a quello di farina e zucchero e mescolate, ma non troppo. Ecco questa è forse il segreto. Altrimenti risulterà stopposo e "chewy". E non ci piace!
Infornate a forno caldo e lasciate cuocere per circa 1 ora, 1 ora e 10 minuti. Anche per il banana bread vale la regola dello stecchino: il dolce sarà pronto quando lo stecchino risulterà asciutto.
Il giorno dopo è ancora più buono. Di solito lo faccio la sera così so che il giorno dopo inizierà con un sorriso. Se il buongiorno si vede dal mattino.... perché non provare?

Giò