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lunedì 31 ottobre 2011

Crema di zucca

Già! E' stagione di zucca e quindi pian pianino la vediamo in tutte le varianti. Ieri sera faceva persino un freddo becco e quindi niente di meglio che scaldarsi con una bella zuppa calda. Diciamo che in questo caso ha il doppio beneficio di scaldarti e..riempirti la pancia con poco!



Ingredienti

zucca
porro
acqua bollente o brodo vegetale
vino bianco
sale e pepe

Inutile dire che tutto dipende dalla zucca e non sempre si trova saporita. Anzi, per dirla tutta, a volte non sa di niente, altre addirittura ha un pessimo retrogusto di terra. Ma quando è buona, è superlativa. Non ho idea delle quantità perchè in questo caso ammetto che vado a occhio. Niente paura..voi abbondate, se avanza la mangerete il giorno dopo o la potete usare in altri mille modi, dal dolce al salato.

Pulite e affettate un porro e fatelo rosolare a fuoco dolce con un po' di olio. Aggiungete la zucca che avrete precedentemente tagliato a pezzi e fate insaporire. Potete profumare con un rametto di rosmarino che però andrà tolto poco dopo perché sennò diventa amaro. Sfumate con un po' di vino bianco ed aggiungete tanto brodo vegetale (o acqua bollente se non avete alternativa) quanto ne serve fino a coprire completamente la zucca. lasciare cuocere finché la zucca non sarà ben cotta e inizierà a sfaldarsi. Frullare, aggiungendo un filo di olio con il robot in funzione così da dare un bel colore lucido alla vostra crema. se vi sembra troppo densa, diluite con altro brodo o acqua. A questo punto la crema è pronta. Non vi resta che sedervi a tavola!

Io, come in questo caso, ho aggiunto dei cubetti di pancetta affumicata, un giro di olio extra vergine di oliva e una generosa macinata di pepe. Ma potete sbizzarrirvi e sperimentare altri mille abbinamenti: funghi, amaretti sbriciolati o persino una spolverata di cannella in polvere!


Giò


domenica 30 ottobre 2011

Crostini ai cereali con gamberi crudi e olio al basilico

Che aperitivo fantastico...era una calda serata di luglio e io e Alice dopo una pessima giornata decidiamo di viziarci un po'...passo in pescheria, al super, torno a casa, metto un rosè nel freezer perchè sia ben ghiacciato a mo' di calippo e mi pregusto l'aperitivo in terrazzo!



Ingredienti per 6 crostini:
12 gamberi freschissimi
6 fette di pane ai cereali
olio d'oliva
basilico
sale&pepe
soia

Potrei pure evitare di descrivere la preparazione perchè è veramente semplice, ma ogni volta che li faccio mi rendo conto della mia totale predilezione per il crudo all'italiana rispetto al crudo giapponese. Quando è realmente fresco basterebbe anche solo una goccia di ottimo olio d'oliva per gustare il pesce nei suoi sapori e profumi più genuini.
Iniziate a pulire i gamberi liberandoli dai carapaci rimuovendo testa e filetto nero che altro non è se non l'intestino del nostro gambero; basterà una piccola incisione sul dorso o semplicemente sfilarlo. Ora incideteli dsul dorso per il lungo e apriteli a metà senza separare le due parti. Disponeteli sulla carta assorbente perchè si asciughino metre fate il resto.



Una delle più grandi gioie che mi da l'estate è avere sul terrazzo della cucina il mio orticello aromatico; oltre ad essere splendido e profumato volete mettere la soddisfazione di uscire a cogliere le erbe che mi servono invece di aprire una confezione di plastica del super?
Ad ogni modo frullate qualche foglia di basilico con olio, sale, pepe e un goccio di salsa di soia, assaggiate e aggiustate le quantità. Occhio con la soia...in commercio se ne trovano tante, alcune light e altre molto più saporite, soprattutto se la prendete nei market orientali tipo kathay ve ne troverete davanti una muraglia. Io le uso entrambe, ma per questa salsa che deve essere delicata e non coprire la dolcezza dei gamberi uso quella light. E non esagerate con il basilico, non deve essere un pesto, ma un olio profumato!



Tostate le fette di pane, privandole della crosta.
Adagiate su ogni fetta due gamberi e irrorateli con l'olio al basilico, aprite il calippo di rosè che avete lasciato in freezer e iniziate a pregare che sul terrazzo ci sia una bava d'aria, altrimenti riparate in casa, compagnia e aperitivo saranno comunque perfetti!

Anna

sabato 29 ottobre 2011

Pizzelle fritte

Mamma che buoneeee. Queste sono davvero irresistibili. Infatti l'unico accorgimento, oltre al fatto di dover friggere, è di farne poche perchè più ce ne sono più ne mangi.
Sono semplicissime, l'unica pecca, dicevamo, è la frittura. Ma vuoi mettere??
Le faccio ad ogni occasione, sono il mio asso nella manica. So che con quest'inizio è fatto metà del gioco.


Ingredienti: per 6 persone circa

Pasta per pizza, circa 500gr
salsa di pomodoro
parmigiano
basilico

Procuratevi la pasta per la pizza come meglio credete: fatela a mano unendo alla farina OO, anche un terzo di farina di manitoba; ordinatela dal vostro panettiere di fiducia, fatela seguendo le dosi della vostra planetaria o del bimby. Fate vobis.
Fatela lievitare e poi preparate tanti dischetti che butterete in olio bollente per la frittura.
Fatele dorare da entrambi i lati.


Preparate a parte del sugo di pomodoro con aglio e basilico e cospargetene un pochino su ogni pizzetta. Una generosa spolverata di parmigiano, una fogliolina di basilico...e pronti si parte.

Vince chi è più veloce. Inutile prenderci in giro! Domani è un altro giorno.

ps se avete finito il sugo di pomodoro o se siete semplicemente amanti del dolce, cospargete la pizzetta fritta con dello zucchero e mangiatela ancora calda. Come si suol dire..dall'antipasto al dolce!
Giò

Tartare di manzo con puntarelle e parmigiano

Ho una viscerale passione per la carne cruda, e pensare che quando ero piccola la mangiavo solo stracotta! Per fortuna anche i gusti con gli anni cambiano... e questo è un piatto che mi da sempre grandi soddisfazioni soprattutto se sono di fretta, se all'ultimo c'è un'amica a cena, se non mi va di usare i fornelli e ieri è stata una gran serata di cose semplici: un'amica, infinite chiacchiere e discorsi sui massimi sistemi, sapori semplici e naturali, due bottiglie di un eccezionale fiano siciliano e oggi mi fanno male gli addominali per quanto la Troni mi ha fatto ridere!


Ingredienti per 2 persone:
400 gr di trita fresca di manzo
1/2 cipolla rossa di Tropea
3 cucchiai di capperi
puntarelle
scaglie di parmigiano

Per il condimento:
Olio d'oliva
1 cucchiaino di senape (io uso la English Mustard della Colman's)
1 cucchiaio di Worchester sauce
sale &pepe
Tabasco



La preparazione è di una semplicità meravigliosa...
Tritate finemente la cipolla e i capperi insieme e teneteli da parte. In una ciotola preparate il condimento sbattendo olio, sale, pepe, tabasco, senape e worchester sauce, assaggiate e regolate secondo il vostro gusto, io tendo ad abusare di worchester sauce...lo faccio sempre anche nel bloody mary!
In un recipiente procedete ad incorporare capperi e cipolla alla carne, aggiungete il condimento e mescolate bene il tutto finchè non sarà soffice e omogeneo.
Fate riposare un pochino in frigorifero coperto con la pellicola.
nel frattempo lavate, asciugate e tagliate per il lungo le puntarelle. E con l'aiuto di una mandolina o del pela patate ricavate le scaglie dal parmigiano.
Ora possiamo impiattare; fatelo come più preferite, potete usare un coppapasta e fare una base di carne dove adagiare le puntarelle e poi aggiungere una cascata di scaglie di parmigiano; oppure potete fare delle quennelles su un letto di puntarelle, o ancora disporre la carne in una bella pirofila e servire il contorno a parte; insomma, fatelo come più vi piace ma non dimenticate per nessun motivo di dare un'abbondante pepata e un giro d'olio alla fine!!!
Ora godetevela con un corposo vino bianco, magari un bel friulano strutturato, uno chardonnay o un fiano siciliano...e che risate dopo!!!! Vero Troni?????

Anna

venerdì 28 ottobre 2011

Per un week end all'insegna del gusto!


Pizzighettone Città Murata di Lombardia
19^ Fasulin de l'òc cun le Cudeghe 2011
29-30-31 Ottobre e 1° Novembre 2011 (ore 11-23)
volantino 19 fasulin 2011.jpg
Torna a fine ottobre la maratona gastronomica dei 'Fasulin de l'òc cun le cudeghe' (Fagiolini dell'occhio con le cotenne) dedicata al piatto tipico pizzighettonese delle solennità dei Defunti, proposta per il diciannovesimo anno consecutivo dal Gruppo Volontari Mura per riscoprire i sapori perduti del territorio, con fondi devoluti al proseguo del recupero delle mura.
La rassegna si svolge all'interno delle Casematte delle antiche mura, suggestivi ambienti a volta di botte, tutti collegati tra loro in un unico percorso al coperto e riscaldati dai grandi camini d'epoca ancora perfettamente funzionanti, che tornano a trasformarsi in una grande osteria di un tempo con panche e tavoloni in legno. Sono oltre seicento i posti a sedere; quasi trecento i volontari pizzighettonesi di tutte le età al lavoro; circa 12 mila le porzioni di 'Fasulin' (piatto con marchio e logo depositato e a Km zero, a base di fagiolini, cotenne di maiale, carni miste e verdure) cucinate 'espresso' (due cotture al giorno durante la festa) da mamme e nonne del paese secondo un'antica ricetta locale e servite in fumanti scodelle con pane fresco e buon vino. In tavola anche altri prodotti tipici dell'autunno contadino pizzighettonese: lardo e salame nostrano, polenta, provolone Valpadana dop con mostarda Cremona, raspadùra (soffici nuvole di Grana Padano raschiate con la lama di un coltello) e la 'Torta rustica dei morti', squisita ricetta creata appositamente per la festa e cucinata una sola volta l'anno in questa occasione. Per i più piccoli visitatori, Baby Club con personale qualificato.
(Info: tel. 0372-730333; www.gvmpizzighettone.it; info@gvmpizzighettone.it)
11^ BuonGusto 2011
Mostra mercato enogastronomica
Un viaggio all'interno dei gusti e dei sapori del Bel Paese alla scoperta delle eccellenze e delle produzione tipiche lombarde e regionali italiane nelle antiche mura di Pizzighettone (Cr)
29 Ottobre (ore 16-22), 30 Ottobre (ore 10-22), 31 Ottobre (ore 16-22), 1° Novembre (ore 10-20); Ingresso gratuito
In contemporanea con i 'Fasulin' torna nelle suggestive casematte delle mura di via Boneschi l'edizione 2011 di 'BuonGusto', rassegna enogastronomica promossa da Pizzighettone Fiere dell'Adda col patrocinio del Comune di Pizzighettone e della Provincia di Cremona che dal 29 ottobre all'1 novembre 2011 tornerà ad essere protagonista in riva all'Adda.
Una ricca vetrina per un viaggio all'interno dei sapori locali, lombardi e regionali italiani che porterà lungo il circuito espositivo al coperto delle Casematte (antichi ambienti a volta di botte all'interno delle mura) espositori selezionati provenienti da tutta Italia (artigiani, consorzi di tutela, produttori, aziende agricole e vitivinicole e commercianti specializzati del settore) per proporre le loro migliori produzioni nel settore alimentare, gastronomico e vitivinicolo ed offrire al visitatore l'occasione di conoscere da vicino, degustare ed acquistare le eccellenze italiane.
(Info: tel. 0372-7382230; www.pizzighettone.it; info@pizzighettone.it)



PECCATI DI GOLA 
XV FIERA REGIONALE DEL TARTUFO
Dal 29 ottobre al 1 novembre 2011
Torna Peccati di Gola per la quindicesima edizione con 4 giorni di kermesse golosa!

Dal 29 ottobre al 1 novembre 2011 i locali dell'ex Caserma G. Galliano ospitano il percorso espositivo dell'evento con iniziative correlate, degustazioni, laboratori ed approfondimenti.

Orari di apertura al pubblico:
Sabato 29 ottobre 2011 17.30 - 23.30 (ultimo ingresso ore 22.00)
Domenica 30 ottobre 2011 10.30 - 23.30 (ultimo ingresso ore 22.00)
Lunedì 31 ottobre 2011 10.30 - 23.30 (ultimo ingresso ore 22.00)
Martedì 1 novembre 2011 10.30 - 23.30 (ultimo ingresso ore 22.00)

Biglietto di ingresso:
Intero E 8,00
Ridotto E 6 (gruppi superiori a 20 persone, over 70, Soci Slow Food, possessori Carta Socio Coop)
Bambini al di sotto di 10 anni gratis

Il biglietto dà diritto al bicchiere da degustazione con tracolla porta-bicchiere in tessuto e posate in bio-mat e a n. 4 ticket degustazione spendibili presso le postazioni espositive.

Info: Ufficio Manifestazioni e turismo - 0174.559271 - 0174.559288



Peperoncini in mostra
Duecento varietà
di peperoncini in pieno campo

peperoncini in mostra cascina
dal 01/09/2011 al 31/10/2011
Luogo - via campi di giugno 47
Cascina Torrine - Cavaglià (BI)

Dal 1 Settembre sino alla fine di ottobre 2011 potrete visitare la più grande collezione di peperoncini coltivati in pieno campo, troverete circa 200 varietà,ma non solo potrete visitare le nostre coltivazioni di erbe aromatiche e spontanee,30 varietà di zucche ornamentali,15 varietà di amaranti e la nostra collezione di ortaggi coltivati seguendo le antiche tradizioni contadine, su prenotazione si organizzano presso il nostro agriturismo pranzi o cene aventi come tema il peperoncino. Si organizzano gite enogastronomiche aventi come tema il peperoncino e le erbe aromatiche.


Scheda Evento
Titolo: Peperoncini in mostra
Sottotitolo: Duecento varietà di peperoncini in pieno campo
Date:dal 01/09/2011 al 31/10/2011
Orari:dalle 9,30 alle 17
Luogo (indirizzo completo):
Cascina Torrine, via campi di giugno 47, 13881 Cavaglià (BI)
Telefono per informazioni: 0161966893 o 3356899938
Mail per informazioni: info@cascinamolinotorrine.com
Sito internet: http://www.cascinamolinotorrine.com

Se siete in zona vi raccomando mooooolto, mooooolto caldamente il ristorante L'Osteria dell'oca Bianca, un'esperienza indimenticabile!


Arista di maiale al forno con patate e funghi

Secondo me la carne di maiale è sottovalutata. Non so, è come se per qualche motivo si portasse dietro una sorta di falso mito. Se è vero che del maiale non si butta via niente è altrettanto vero che ha dei tagli che oltre a rendere molto ti aiutano, senza spender una fortuna, ad uscire dalla fatidica frase delle 7 di sera "oddio cosa preparo ai miei amici che vengono a cena fra un'ora"?
Un piatto di pasta o un risotto! Risposta troppo facile. Ah, un bell'arrosto. Arista di maiale!
L'importante è "fare amicizia" con il proprio forno e capire il giusto punto di cottura: non deve essere né troppo al sangue, né troppo cotta, il che la renderebbe stopposa e stucchevole.
Io ieri sera l'ho preparata così.




Ingredienti per circa 4 persone

800gr arista di maiale
6/8 fettine di pancetta
trito aromatico
patate
funghi
vino bianco
sale e pepe

Un altro segreto per rendere morbida la carne di maiale è quella di ricoprirla con la pancetta il cui grasso contribuirà a non asciugare troppo il pezzo di carne.
Quindi prendete le fettine di pancetta e ricoprite l'arista. Se necessario legatela con lo spago da cucina o con l'apposita retina di silicone (comodissima!).
Preparate un trito aromatico con le erbe che avete in casa (rosmarino, alloro, timo..) e cospargete l'arista in ogni sua parte. Abbondate, evviva i profumi! Con il maiale sta benissimo il finocchietto, quindi via libera ad aggiungere anche i semi di finocchio nel trito aromatico.
Tagliate le patate e mettetele nella teglia da forno insieme alla carne.
Fare cuocere per circa 45/50 minuti, dapprima a fuoco alto, poi, una volta che risulta rosolata da tutti i lati, abbassate la temperatura a 170°.
A metà cottura bagnate con abbondante vino bianco. Infine aggiungete i funghi (porcini o misti, è indifferente) e ultimare la cottura.
Lasciate riposare la carne prima di affettarla e servirla.

Zio Federico, di origine tedesche, accompagnava l'arista con una sfiziosa, ma semplicissima salsina a base di mele e senape. Ricordi e sapori d'infanzia...

ps per Giubas: un buon metodo per capire se la carne di maiale è cotta, è quello di usare la forchetta: quando credete di essere a buon punto, inserite i rebbi di una forchetta sulla superficie della carne: se il liquido che esce è rosa allora dovete prolungare la cottura di qualche minuto. Altrimenti..ci siete!

Giò

giovedì 27 ottobre 2011

Risotto alle cime di rapa e fonduta di parmigiano

Sms di Alice:" Marcia fa freddo posso venire a cena e mi fai un risotto?"

10 minuti dopo a far la spesa con la profonda speranza di trovare le cime di rapa, so che le piace, altrimenti penserò ad un'alternativa...trovate!
Amo molto questo risotto, e le cime di rapa sono sicuramente sul podio delle mie verdure preferite, e poi, lo faceva sempre Guido al Livet!



Ingredienti per 4 persone:
4 pugni di carnaroli
500 gr di cime di rapa pulite
1 cipolla
1 sedano
1 carota
burro
parmigiano (150gr per la fonduta e abbastanza per mantecare)
brodo
1 bicchiere di vino bianco
pepe
2 cucchiai di latte
150ml di panna

La fonduta di parmigiano:
Mettete sul fuoco a bagnomaria panna, latte e burro e quando saranno a bollore aggiungete il parmigiano nella quantità che desiderate, farete tempo ad aggiungerne per ottenere la consistenza desiderata. Una volta sciolto il parmigiano togliete dal fuoco e riscaldate appena prima di servire il risotto.

Il risotto:
Prendete le cime di rapa e sbollentatele finchè non sono abbastanza tenere. Scolate, strizzatele e dividetele in due parti. Metà delle cime frullatele a crema con sale, pepe e olio d'oliva; saltate in padella l'altra metà con uno spicchio d'aglio e peperoncino, potete poi rimuovere l'aglio. Tenete da parte la crema e le cime saltate.
Procediamo col risotto...Fate sciogliere del burro in un tegame, unite  iol soffritto che avete preparato con cipolla, carota e sedano tritati fini e fateli appassire senza colorire. Buttate il riso e tostatelo per 4-5 minuti mescolando finchè i chicchi non sono appena opachi. Unite il vino bianco, ed una volta sfumato, il brodo poco alla volta, continuando a mescolare. Appena prima che venga ultimata la cottura aggiungete la crema di cime di rapa e quando si sarà omogeneizzata col riso le cime saltate; qualche cucchiaio di burro e due grandi manciate di parmigiano e iniziate a mescolare energicamente con un cucchiaio di legno per mantecare il riso. Se necessario fate riposare qualche istante.
Servite il risotto caldo, cospargendovi sopra qualche cucchiaiata di fonduta di parmigiano e con una grattata di pepe sarà perfetto!!!! Alice e Fax hanno apprezzato, e anche Nick il giorno dopo quando gli ho fatto un tortino di riciclo!

Uno dei miei risotti preferiti! E potete provare delle varianti della fonduta al parmigiano come una crema di burrata per rinfrescarlo o una fonduta di gorgonzola se volete un gusto più intenso! 
Anna

mercoledì 26 ottobre 2011

Panini alle noci

Giornata libera, che meraviglia...!
In programma Fax e Alice a cena e un risotto su commissione...ma manca l'aperipasto! Con un pomeriggio libero e tanto relax decido di fare i panini alle noci, la cui ricetta è veramente semplicissima, ma bisogna aver la pazienza che lievitino bene, piano piano, altrimenti non saranno belli soffici e non avranno quel fantastico profumo appena sfornati. Sono l'ideale da fare una di queste domeniche pomeriggio per un signor aperitivo, quando fuori è grigio e piove, e mentre si aspetta che lievitino si guarda un film con la copertina...



Con questi panini sarebbe fantastico del gorgonzola, ma a Fax non piace quindi ho ripiegato su prosciutto e salame, che come ho imparato a casa mia "non tradiscono mai"!

Ingredienti per 14/16 panini:

250 gr di farina 00
250 gr di farina manitoba
20 gr di lievito di birra
50 gr di latte
30 gr di olio
20 gr di sale
30 gr di zucchero
noci a piacere

Sciogliere il lievito nell'acqua aggiungendo lo zucchero. Versare in un contenitore le due farine, l'olio, il sale e il latte, mescolare con l'acqua e lievito finchè l'impasto non sarà liscio e omogeneo. Formate una pagnotta e mettete in un recipiente coperto da un panno pulito a lievitare per 1 ora; il luogo deve essere caldo, quindi mettete il recipiente in prossimità di un calorifero o nel forno precedentemente acceso a 50°C e poi spento.
Nel frattempo potete spezzettare le noci, la quantità e la dimesione dipende dai vostri gusti, a me di solito piacciono abbastanza "carichi"!
Dopo 1 ora prendete l'impasto e aggiungete le noci, lavoratelo formando un cilindro dal quale sezionerete 14716 panini a seconda di quando li preferite grandi. Io di solito li faccio grandi quanto un uovo. Disponeteli su una teglia con della carta forno e fateli lievitare per un'altra ora.
Una volta cresciuti metteteli in forno caldo a 250°C per 15/20 minuti.
Serviteli caldi con salumi e gorgonzola come aperitivo, oppure la mattina a colazione con il miele o cream cheese e marmellata!!!! Ho fame...
Anna

Americani per una sera, ovvero l'hamburger della morte nera


Parlando di sandwich a New York non poteva non venirmi in mente la serata di Sabato scorso che Francidettobaldo ed io abbiamo saggiamente deciso di chiamare "Real American Junk food". Dopo una serie di appetizers, come li chiamano oltreoceano, e litri di bloody mary gentilmente ed efficacemente preparato come sempre da Francidettobaldo, il re della tavola è stato l'Hamburger. Qualcuno di voi ha mai mangiato un "heavy double bacon with cheese and egg? E con l'optional "choose your choice"?
Il vincitore indiscusso è stato proprio l'artefice del bloody mary che ha optato la strategia del "chi più ne ha, più ne metta". Immancabili le cipolle, il bacon, il doppio strato di cheese, e salsine varie.... Diciamola tutta, oltre all'uovo che troneggia nella foto, non si è risparmiato nemmeno la fetta appena appena passata in padella di foie gras.

Vi sembra abbastanza "American" e abbastanza "junk"?
Se aveste visto la sua faccia e la sua pancia il mattino dopo la risposta sarebbe stata all'unisono affermativa.
Ce chi può..



Una piccola nota didattica: se utilizzate il foie gras fresco va passato un attimo in padella, se utilizzate la terrina o torcione, questo passaggio è assolutamente inutile!
Infine, chiedo scusa per la foto non proprio "pulita", ma quando si parla di sandwich, hamburger and so on...le mani e il piatto sporchi sono la regola.

Giò

The 101 Best Sandwiches in New York

martedì 25 ottobre 2011

Arancini alla zucca e taleggio

Con il tempo ho imparato che l'arte del riciclo in cucina può essere di gran comodità e al tempo stesso di gran soddisfazione, soprattutto quando l'avanzo è assolutamente pilotato!
Così ogni volta che faccio un risotto, qualunque esso sia, calcolo due persone immaginarie in più, così il giorno dopo faccio gli arancini e Niccolò è contento, basta poco eh?!
Peraltro la Giò ha sganciato la "bomba zucca" quindi ne approfitto! Purtroppo non ho foto del risotto alla zucca, che ho fatto arrostendo la zucca in forno e rendendola poi crema per mantecarci il riso. Ma arriverà don't worry!!!
Ad ogni modo gli arancini son così:



Ingredienti:
Risotto alla zucca
Taleggio
Pangrattato
3 uova
olio per friggere

Partiamo...
Tagliate il taleggio a dadini di circa 1,5cm, ma dipende dalla dimensione che volete dare agli arancini, io ogni volta mi riprometto di farli monoboccone ma poi prediligo un importante ripieno!!!!
Con un cucchiaio prendete il riso, aggiungete il dado di taleggio al centro e chiudete con un altro cucchiaio di riso pressando bene perchè si compatti, a questo punto formate una palletta e mettete da parte. Quando avrete finito le pallette sbattete le uova in una ciotola e tuffateci le pallette poche per volta. Una volta che sono ben cosparse di uovo passatele nel pan grattato perchè si formi una crosticina omogenea.
Ora mentre fate scaldare l'olio potete far riposare gli arancini in frigorifero; quando l'olio sarà ben caldo (potete fare il test con un pezzettino di pane) procedete a friggere gli arancini finchè non saranno dorati per poi passarli sulla carta assorbente qualche minuto.
Serviteli roventi, il filo ustionante di taleggio che si appiccica al mento è un grande classico ma sono sacrifici che si fanno volentieri!!!!
Anna

lunedì 24 ottobre 2011

Gnocchetti di zucca

Povera, ma buona. E aggiungo io, anche bella! E' ufficialmente iniziata la stagione della zucca: sono certa che
fra Anna e me la vedremo preparata in mille modi. Dalla calda e rassicurante zuppa all'americana pumpkin pie. L'altra sera facendo zapping con Tommi capitiamo sul Gambero Rosso: gnocchetti di zucca. Mh, buoni, pensiamo...e sembrano anche facili da fare. "La proverò". E così ho fatto Sabato pomeriggio: in un attimo Benedetta ed io eravamo piene di farina fin sopra i capelli. E inutile dire che tre quarti degli gnocchetti sono finiti nei nostri pancini prima del dovuto...a volte capita. Ma è un buon segno, no?


Ingredienti per 2 persone abbondanti

500gr zucca
200-250gr di farina OO
50 gr di parmigiano
noce moscata
sale e pepe

Tagliate la zucca a pezzi grossi e passateli in forno caldo finchè non diventano morbidi.
Schiacciate la zucca ormai cotta con la forchetta, aggiungete sale, pepe, parmigiano, noce moscata e a poco poco la farina. Vi consiglio di non metterla tutta subito. A metà strada fate una prova provando a cuocerne un pezzetto in acqua bollente salata. Solo così potrete testare se siete arrivati alla giusta consistenza o se serve latra farina perchè decisamente troppo "morbidi".
Arrivati al vostro grado di "consistenza" preferita, cuoceteli in acqua bollente e salata. Sono cotti non appena vengono a galla.
Per condirli credo che il classico burro e salvia sia la soluzione migliore. qualsiasi altro condimento rischierebbe di coprire il sapore dolce della zucca.
Quindi, mettere in una padella del burro, abbondante salvia e un pochino di acqua per "alzare il punto di fumo" (piccolo segreto per evitate che il burro diventi nero e quindi amaro in men che non si dica). A fuoco spento aggiungere il parmigiano e fare mantecare.

E' divertente fare gli gnocchi. E molto più semplice di quanto si possa immaginare. La prossima volta scendiamo nel centro Italia e facciamo gli gnocchi di semolino. Beni,ci sei?

Giò

Finale dei mondiali di rugby: French breakfast per Nuova Zelanda-Francia

Mondiali di rugby 2011 in Nuova Zelanda, e a che ora mai potranno essere le partite in diretta se non alle 9.30 del mattino??????? E quanti giocatori del Rugby Cernusco potranno mai esserci a casa mia per vedere la finale a quell'indecorosa ora della domenica se non 10??????
Bene, per potermi svegliare alle 9.30 di domenica col sorriso e 10 persone in casa c'è solo una cosa da fare: rispondere alla provocazione con un breakfast dopo il quale potreste pure tornare a letto fino al lunedì: Croque Monsieur, French toast e muffin alla ricotta, lamponi e pinoli.
E via si parte...
Anna

Croque Monsieur

Ci sono mille modi di prepare il croque monsieur, c'è chi usa la besciamella, chi intinge il pane nel latte, chi usa solo il burro, che come sappiamo, ai francesi non piace proprio per nulla...!


Ingredienti per 8 croque monsieur:

16 fette di pane in cassetta bianco
500 gr di groviera rapè
burro come se non esistesse un domani
16 fette di prosciutto cotto
latte

scaldate il forno a 200°C
Alle 9 di mattina non avevo assolutamente tempo di preparare la besciamella, quindi ho spennellato le fette di pane con un po' di latte e le ho imburrate per bene, la fetta superiore va imburrata anche in superficie.
Se procedete con la besciamella allora corpargetene le fette come io ho fatto col burro, in qualunque di questi casi tanto non sarà uno spuntino light!
Disponete sulla fetta inferiore due fette di prosciutto cotto e una abbondante manciata di groviera, chiudete il panino e procedete a cospargere anche la superficie superiore (già imburrata) con una altrettanto abbondante manciata di groviera.
Ponete i croque monsieur su una placca con della carta da forno e infornate a 200°C per 5 minuti e poi passate la placca al grill finchè non saranno ben dorati.
Servite immediatamente ben caldi!
Nella versione croque madame sopra al toast potete adagiare un uovo al tegamino sopra, io non ho fatto questa versione per non rovinare le prestazioni sportive pomeridiane dei ragazzi!!!
Anna

French Toast con mousse di marroni e lamponi

Dunque, cerchiamo di essere chiari: chi vuole una colazione leggera e salutare è meglio che cerchi un'altra ricetta. Chi invece desidera viziarsi fin dal primo mattino, sfamare 10 rugbisti o preparare un goloso brunch per le amiche sta leggendo il post giusto!



Ingredienti per 8 french toast:

8 fette di pane alto 1 cm, va bene anche del giorno prima
4 uova
un bicchiere di latte
2 cucchiai di zucchero
cannella
zucchero a velo
burro
200ml di panna fresca da montare
4 cucchiai di composta di marroni
lamponi ferschi

Sbattete le uova con il latte, la cannella e lo zucchero in modo da ottenere una pastella leggera. Disponete le fette di pane in una teglia e irroratele con la pastella girandole in modo che si impregnino per bene.
Nel frattempo montate la panna finchè non diventa spessa, incorporate la composta di marroni mescolando delicatamente dal basso verso l'alto per evitare che la panna si smonti e ponete in frigorifero il composto.
Scaldate una padella con burro a sufficienza per friggere le fette di pane, quando è ben caldo disponete le fette e fatele cuocere finchè non sono belle dorate, passatele un attimo sulla carta assorbente. Con la mousse di marroni e l'aiuto di una siringa o un sac a poche fate dei ciuffetti sul piatto e disponete i french toast di fianco, spolverate con zucchero a velo e cannella e aggiungete i lamponi. Il gioco è fatto!

Potete tranquillamente sostituire la mousse di marroni e i lamponi con sciroppo d'acero, fragole, mirtilli, o fare un coulis di frutti di bosco, saranno comunque eccezionali!!!!
Anna

Muffin alla ricotta, pinoli e lamponi

Li ho fatti due domeniche di seguito e non sono arrivati a martedì! Senza contare che si possono anche surgelare e tirare fuori la sera per la colazione del giorno dopo...una bella botta di energia di primo mattino! E anche i ragazzi del french breakfast hanno apprezzato, nonostante siano arrivati in terza mandata dopo croque monsieur e french toast!



Ingredienti per 12 muffin:

300 gr di ricotta ben sgocciolata
1 limone grattugiato
5 cucchiai di pinoli
3 uova medie
1 tuorlo
250 gr di zucchero
60 gr di cognac o brandy
1/2 cucchiaino di cannella
225 gr di farina
1 bustina di lievito vanigliato
400 gr di lamponi freschi

Preriscaldate il forno a 190°C.
Dopo aver imburrato i pirottini mettete in ognuno 3 lamponi e tenete da parte il resto, fate attenzione perchè i lamponi freschi sono delicatissimi, potete anche usare quelli surgelati, in tal caso non surgelate nuovamente i muffin.
Fate sgocciolare la ricotta per 30 minuti, in seguito sbattetela finchè non diventa liscia e cremosa.
Tostate i pinoli in un pentolino e quando saranno dorati metteteli da parte.
Mescolate farina e lievito.
Sbattete le uova, il tuorlo e lo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo giallo pallido, aggiungete la scroza di limone e sbattete per 20 secondi. Unite la rticotta e mescolate a velocità media e incorporate la farina  in tre tempi avendo cura di staccare la miscela eventualmente rimasta sulle pareti del contenitore dopo ogni aggiunta. Incorporate cognac, cannella e pinoli e mescolate, ma non più del necessario.

Riempite con l'impasto i pirottini fino a 2/3 e incorporate altri 4 lamponi per muffin.
Fate cuocere per 30/40 minuti fino a quanto uno stecchino ne uscirà pulito.
Sfornate e lasciate raffreddare, prima di servirli spolverate con zucchero a velo e godeteveli!!!!
Anna

Apple crumble

Ho cercato e sperimentato mille versioni di questo semplicissimo dolce inglese. Tutte buone, ma nessuna "pazzesca". Finchè Serena, grandissima cuoca con origini inglesi (che ritroveremo spesso in queste pagine,credetemi), mi ha regalato il suo "I dolci di Serena" per Natale. Non ricordo che Natale fosse, ma da quel giorno non ho cercato altre ricette né interpretazioni. Solo un pizzico di fantasia per scoprire qualche accostamento. Io, per esempio, adoro la versione con mele e lamponi messi a crudo sopra le mele. Tommaso adora le mele e quindi non mancano mai, almeno in inverno..ma se fosse un plum crumble? Provare per credere!



Ingredienti per una teglia da 6/8 persone

800gr di mele golden
130gr di zucchero di canna
bucce di limone
poca acqua
90gr di burro
180gr di farina
90gr di zucchero semolato
un cucchiaino di cannella

Cuocete con lo zucchero di canna, un goccino d'acqua e la buccia di limone le mele precedentemente tagliate a fettine sottili finché non diventano morbide.
Fatele raffreddare e versatele in un pyrex imburrato.
Preparate il crumble, letteralmente "briciola".
Ecco come: lavorate con le punta delle dita il burro freddo e la farina fino ad ottenere una consistenza simile alle briciole di pane. Aggiungete delicatamente lo zucchero e la cannella in polvere (chi ama il ginger spesso lo preferisce alla cannella. Io, ve lo dico subito, odio il ginger...e il prezzemolo. Alcuni miei amici, Franci in primis, non se ne capacitano, ma è così!!).
Coprite le mele con l'impasto appena preparato avendo cura di coprire ogni angolo.
Cuocete in forno a 170⁰ finché non diventa, come direbbero gli inglesi "golden brown".
Servire tiepido con creme fraiche, panna liquida o del semplice gelato alla crema.
Is tea time, enjoy your crumble!!
Giò


sabato 22 ottobre 2011

Spaghetti freddi all'olio e limone con tonno crudo ed erba cipollina

Si, avete ragione, ieri ho proposto una zuppa perchè faceva freddo e ora vi propino una pasta fredda, ma tutto questo giuro che ha un senso.
Questa è la ricetta di mio fratello Guido (che prima o poi imparerete a conoscere nella sua rubrica di consigli) che ho fatto provare alla Giò la sera che tutto questo è cominciato, tra deliri, farneticazioni, fiumi di rosé ghiacciato, mille sigarette e, concedetemelo, una serie inenarrabile di cazzate mai sentite...
Una pasta semplicissima, molto veloce e stuzzicante, ma se gli ingredienti non sono ottimi allora lasciate stare, come dice mia madre "altrimenti diventa una besasciata"...


Ingredienti:
Spaghetti, meglio se alla chitarra
Dell'ottimo tonno fresco
Erba cipollina
Olio
Limone
Salsa di soia
Vino bianco
Tabasco e worchester sauce (se vi piace un gusto un po' più carico)
sale & pepe

Procedete alla cottura degli spaghetti come avete sempre fatto, io amo la pasta al dente quindi generalmente la tengo un minuto in meno di quanto segnalato, ma assaggiare è sempre la soluzione migliore! Appena la pasta ha ultimato la cottura scolatela e ponetela sotto acqua fredda corrente perchè non vada avanti; potete anche tuffarla in una ciotola con acqua e ghiaccio dopo averla scolata, l'importante è che perda il calore.
Nel frattempo tagliate il tonno fresco dopo averlo asciugato per bene con dello scottex. Io lo taglio a cubetti molto piccoli, c'è chi preferisce batterlo o sminuzzarlo, ma continuo a preferire il mordente dei cubetti...
A parte preparate il condimento della pasta sbattendo insieme olio, limone, sale, pepe, un pochino di soia e vino bianco; dosate secondo le vostre preferenze, ho rinunciato a calcoli precisi e assaggio per mitigare il mio gusto più aggressivo con quello di Niccolò che è molto moderato!
A questo punto parte della salsa verrà usata come condimento degli spaghetti, il resto per condire il tonno. Tagliate fine fine l'erba cipollina e mescolatela agli spaghetti, unitevi il tonno crudo e il gioco è fatto...altro che sushi che sanno di polistirolo!!!!! Prendete del tonno fresco in pescheria e fatelo così a casa!!!!
Su come finirà la serata dopo un rosé da 14,5° C non mi pronuncio!
Anna

Crostata di cipolle


Adoro le cipolle. In ogni sua forma. Cipolle ripiene, zuppa di cipolle, finta genovese, onion rings, frittata di cipolle. Potrei andare avanti all'infinito. Fa sorridere come un alimento così semplice ed economico possa avere tante risvolti. E poi avete mai visto il fiore della cipolla? E' bellissimo! Ok, ok. Dove sta la fregatura? Va bene, inutile girarci intorno. E' cosa risaputa: piangi quando le peli e per di più devi pelarne davvero tante perchè si riducono in niente. E allora c'è chi per scongiurare l'effetto lacrimogeno, mette mestoli in bocca, chi lo fa vicino all'acqua corrente chi le passa qualche minuto in freezer. Però sono talmente buone che qualche lacrimuccia sono disposta a versarla. So che sarò ripagata. E alla grande!




Ingredienti

Per pasta frolla salata:
300gr farina
150gr burro freddo
130 gr formaggio (1/2 parmigiano e 1/2 caciotta)
3 tuorli

2kg abbondanti di cipolle (bianche o dorate)
rosmarino
olio extra vergine di oliva

Pulite e affettate le cipolle. Fatele stufare a fuoco basso con il rosmarino, olio, sale e pepe finchè non saranno morbide.
Preparate la pasta frolla salata avendo cura di lavorarla poco, e lasciatela riposare in frigorifero per circa 30 minuti.
Imburrate una tortiera, foderare con la pasta frolla salata e riempire con le cipolle stufate.
Cuocetela in forno caldo finchè non risulta dorata.
Prima di servirla lasciatela riposare:si deve asciugare e "assestare" !

Ho scoperto questa ricetta in uno dei tanti e bei week end nelle Marche. Era Pasqua, o giù di lì. E' stato un week end pieno di farina e con le mani in pasta fino alle ore piccole, di centrotavola fatti con il rosmarino e del capretto cotto nel forno a legna. Grazie, Teresa!

Giò

Zuppa di piselli con crostoni di uova di quaglia al tegamino

Giò, inizia a fare freddo, tanto freddo, a dire il vero troppo freddo, non si può passare da 30° a 13° in una settimana! Frutta e verdura non capiscono più nulla...è il momento delle ZUPPE!!!!
Questa zuppa è un bel ricordo: una freddissima estate nella campagna inglese con Niccolò e l'acquisto di un fantastico libro sulle zuppe, ci sono voluti due giorni solo per decidere quale provare per prima!



Ingredienti:
5 scalogni pelati e affettati
1 cuore di sedano pulito e tagliato fine
2 spicchi d'aglio tritato
5 porri tagliati a metà per il lungo e poi affettati
300 gr di piselli freschi
900 ml di brodo di pollo
sale&pepe
10 foglie di basilico
tabasco
parmigiano
8 uova di quaglia
2 grandi fette di altamura o pane toscano

Scaldare una pentola con un po' d'olio a fuoco medio, aggiungere scalogno, sedano e aglio e cuocere per 5 minuti finchè non sono morbidi. Aggiungere i porri, condire con sale e pepe e cuocere per altri 5 minuti finchè i porri non sono lucidi e teneri. Unire i piselli e il brodo e portare a bollore. Lasciare sul fuoco finchè i piselli non risultano teneri, aggiungere il basilico, frullare la zuppa con un minipimer o un food processor e riportare su fuoco basso.
Condire con una spruzzata di tabasco e servire calda in una ciotola capiente (se è una di quelle che avete da sempre e a cui siete affezionati usate quella, la zuppa diventa ancora più buona!). Una spolverata di parmigiano, basilico tagliato fine, un giro di olio e una pepata...è pronta! Ma ora vediamo i crostoni di accompagnamento...

Tostate due crostoni di pane e mentre è ancora caldo fateci sciogliere un pezzettino di burro, nel frattempo in un pentolino caldo mettete una noce di burro e cuocete le uova di quaglia al tegamino. Vi prego, fatemi sapere come è andata perchè io la prima volta ne ho buttate via la metà, sono un casino da aprire! Con la pratica si migliora sempre...Se volete fare i precisi vi potete aiutare cuocendo le uova in un coppapasta, io la prima volta ero già troppo stressata dal passo precedente.
A questo punto adagiate le uova al tegamino sui crostoni caldi e imburrati e serviteli accanto alla zuppa.
Ecco come godere dei primi fredi...Giò, questa la facciamo quando prepariamo le conserve per Natale!
Anna

venerdì 21 ottobre 2011

Polpette di melanzane


La prima sera che Anna è venuta a cena a casa mia ho fatto le polpette di melanzane. Questa è proprio la "mia" ricetta. Quasi tutti i miei amici hanno mangiato le mie polpette di melanzane. Mi ricordano i sapori di casa, il sole, il caldo, il mare, il basilico, la birra ghiacciata oppure un bloody mary (ma che sia di Francidettobaldo!). Sono ilmio jolly, il mio piatto forte. Quando so che voglio fare una cosa che lascerà a bocca aperta propongo le polpettine di melanzane. Non possono non piacere e per chi non è napoletano sono una vera novità. Non mi hanno mai deluso. E allora da brava napoletana un po' scaramantica, ho pensato che per questo inizio sarebbero state perfette. Anche a Nick, piacciono!!







Ingredienti per circa 15/20 polpettine, a seconda della dimensione (a me piacciono relativamente piccole)

5-6 melanzane LUNGHE (se non trovate quelle lunghe bisogna togliere togliere un po’ della parte spugnosa bianca)
1 uovo intero
parmigiano
pangrattato
basilico
aglio (se piace- io non lo metto)
sale
1 fetta di pane ammollata nell'acqua e ben strizzata (senza crosta)
provola affumicata
Tagliate le melanzane (senza sbucciarle) per il lungo e poi ciascuna metà in due pezzi, sempre per il lungo (quindi vengono 4 spicchi lunghi!) Eliminate se necessario un po’ di parte spugnosa bianca. Tagliate ciascuno spicchio in 3-4 pezzi più piccoli. Metteteli in acqua bollente salata e fatele cuocere per circa una decina di minuti dal bollore o finché non sono tenere.
Scolatele e sedetevi sul divano con una birra ghiacciata. Si fanno d'estate, una birra fredda in frigorifero c'è sempre. Vanno infatti lasciate una mezz'oretta o più con un peso sopra affinché venga eliminata tutta l’acqua.
Quando sono raffreddate, strizzarle ancora bene con le mani e mettetele nella ciotola dove farete l’impasto aggiungendo uovo, pane ammollato e strizzato, pangrattato, parmigiano, basilico, sale. Come se fossero delle polpettine di carne.
Fare delle polpettine (a me non piacciono troppo grandi!!) e al centro metteteci un pezzettino di provola affumicata.
Lasciate riposare un pochino, meglio se in frigorifero. Prima di cuocerle passatele nel pangrattato e friggetele in olio bollente finché non diventano dorate su tutti i lati.
Mi raccomando servitele belle calde. A ogni morso vedrete un filo filante di provola. Un ultimo suggerimento. Accompagnatele con della semplice, ma saporita salsa di pomodoro. Io uso la cosiddetta "salsa del nonno". Avremo modo di provarla insieme. Prometto. Stay tuned.



Giò

Polpo arrostito con crema di lenticchie e radicchio brasato

Quando ho assaggiato la prima volta questo polpo ero nella cucina del ristorante di mio fratello Guido, e ho pensato solo che ne avrei voluto ancora, e ancora, e ancora di più...ora quando qualcosa mi va storto lo preparo, e spesso e volentieri me lo gusto a cena da sola (Niccolò non è un grande fan del polpo in generale...), con un calice di vino bianco ghiacciato, al quale spesso ne segue un altro, e forse un'altro ancora...Ma chi l'ha detto che chi cena da solo deve per forza mangiare alla "frigomix" o un rapido e frugale pasto? Io quando sono sola mi vizio, e parecchio! Quando poi a cena c'è la Giò...



Ingredienti:

1 kg di polpo
2 cipolle (1 per il polpo e una per le lenticchie)
1 carota
1 sedano
radicchio
aceto balsamico
zucchero
alloro e rosmarino
pepe nero in grani
lenticchie
mentuccia
2 spicchi d'aglio
olio
sale e pepe


Dopo aver pulito il polpo (o dopo averlo fatto pulire in pescheria), mettetelo in un tegame pieno d'acqua con carota, cipolla e sedano tagliati grossolanamente; aggiungete pepe in grani e le foglie di alloro.
Accendete il fuoco e fate bollire a fiamma moderata per circa 50 minuti finchè non risulta tenero, salate e spegnete il fuoco. Il polpo dovrà riposare nel suo liquido di cottura fino a raffreddamento completo, questo permetterà alle fibre di non irrigidirsi diventando gommose.

Nel frattempo scolate le lenticchie dal liquido di conservazione se usate quelle in scatola, altrimenti avrete provveduto a lasciarle a bagno una notte e procedere. Mondate la cipolla e tagliatela a rondelle, fatela rosolare a fuoco moderato per due minuti, mescolando ogni tanto.
Aggiungete l’aglio spremuto e, dopo un minuto, le lenticchie. Mescolate per tre minuti, finché l'olio è completamente assorbito.
Bagnate le lenticchie con 1 dl di acqua calda, aggiungete i rametti di menta e portate lentamente a ebollizione. Coprite, abbassate il fuoco e lasciate sobbollire 1h e 15/1h e 30 Togliete la menta, salate e pepate. Passate tutto con il minpimer aggiungendo se necessario alla densità della crema un po' di brodo.

Per il radicchio è molto semplice, brasatelo in padella con sale e pepe, sfumatelo con aceto balsamico e spolverate leggermente con un cuchiaino di zucchero finchè non sarà morbido e profumato.
E i contorni sono a posto, torniamo al nostro polpo che nel frattempo si è freddato.
Tagliatelo in pezzi seguendo i tentacoli e arrostitelo rapidamente in una pentola rovente con un cucchiaio di olio, rosmarino e aglio schiacciato. Deve formarsi una crosticina tutto intorno al tentacolo così sarà croccante fuori e tenerissimo dentro.
Servitelo caldo, con i suoi contorni e un giro di buon olio extravergine a crudo.
Così qualsiasi pessima giornata migliora sul finire!

Anna
  

Cupcake al cioccolato con crema di burro al cocco & lemongrass

Va bene Anna, chiudi gli occhi, fai un respiro, e butta giù questa ricetta! l'hai fatta mille volte, sarà mica difficile scriverla senza annoiare chi ti legge!



Ingredienti per il cupcake:
95g cacao amaro in polvere
350ml di acqua bollente
4 uova grandi
1 cucchiaino di estratto di cioccolato (ma anche no...)
420g di farina tipo 0 
450g di zucchero semolato
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di sale

Ingredienti per la crema di burro al cocco e lemongrass:
200 gr di burro morbido
800 gr di zucchero a velo
120 gr di latte di cocco
1 stelo di lemongrass di circa 10cm
100 gr di cocco in scaglie

Un giorno, in preda ad isterismi pre esame (si, sto ancora studiando e letteratura latina a 30 anni non è piacevole...), sono entrata in trans agonistica da cupcakes; sapevo che era esattamente quello di cui avevo bisogno. Così dopo essermi assicurata che mio marito fosse fuori con gli amici e che la casa fosse tutta per me è partito il piano d'azione: 3 basi, 3 creme, 3 cupcakes da arresto cardiaco.
Partiamo col primo, base al cioccolato e crema di burro al cocco e lemongrass per circa 30 cupcake, e si fanno così:

Preriscaldate il forno a 170° C.
Mescolate il cacao con l'acqua bollente fino ad ottenere una miscela omogenea e tenetelo da parte.
Mescolate le uova, 1/4 della miscela al cacao e l'estratto di cioccolato in una ciotola. Ora mescolate da parte gli ingredienti secchi, incorporate il burro e il resto della miscela al cioccolato sbattendo dolcemente fino a quando risulterà umido e omogeneo. Sbattete a media velocità per 1-2 minuti, incorporate il composto a base di uova, in due tempi, sbattendo per 30 secondi dopo ogni aggiunta e stando attenti ad inglobare la miscela che resta sulle pareti della ciotola. Riempite i pirottini imburrati fino a  2/3 e fateli cuocere per 20/25 minuti fino a quando la punta di un coltello o uno stecchino non ne uscirà pulito.
Fate raffreddare completamente altrimenti vostri capolavori diventano una schifezza.

Ora passiamo alla crema, una delizia!
Grattuggiate lo stelo di lemongrass, mescolatelo al latte di cocco e lasciate da parte. Mettete il burro e metà dello zucchero nella planetaria/robot/ciotola e sbattete per 30 secondi, aggiungete il latte di cocco alla lemongrass e sbattete a velocità media per circa 4 minuti. Aggiungete il resto dello zucchero, poco alla volta continuando a mescolare. la glassa dovrà risultare morbida e soffice. Potete utilizzarla subito o tenerla in una scatola chiusa ermeticamente fino a tre giorni.

Per finire i nostri cupcakes stendete due cucchiaiate di glassa sopra ad ognuno e spolverizzate con le scaglie di cocco fino a coprirne tutta la superficie.
Potete tenerli in frigorifero un paio di giorni, oppure viste le quantità abnormi potete surgelare le basi e scongelarli all'occorrenza e guarnirli con la glassa che più preferite!

Godeteveli, ci vorrà un po' di palestra in più dopo questi!!!!

Anna